Mancano un pochino i dischi-evento. Quelli attesi, discussi, celebrati in anticipo. Quelli che un tempo si aspettavano il fatidico giorno, davanti al negozio di dischi, come Babbo Natale. Nell’isteria di pubblicazioni odierne il singolo disco sparisce più veloce della luce. Ma ogni tanto. Ogni tanto esce un disco dei MBV. Questo qui, ad esempio, arriva 22 anni dopo l’ultimo, Loveless, e per 22 anni è stato annunciato e rinviato. Perfezionismo sonico, ossessione patologica, pigrizia. Non importa: sta di fatto che Kevin Shields, padre-padrone del gruppo, decide di tornare in pista, oggi. Lo fa con un album fedele al verbo del passato: shoegaze o dream pop che dire si voglia, suoni elettrici e nebbiosi, melodie zuccherine sepolte da distorsioni e trucchi. Sono sempre loro, 22 anni dopo. E, come tutti i gruppi unici, nel bene e nel male, non sono invecchiati. (Marco Sideri)


