Ci sono generi che, a raccontarli, oramai è un problema. Formule che hanno ricevuto una tale attenzione/generato così tanti dischi che la sola menzione annoia le moltitudini. Ad esempio: il folk; o meglio il recupero della tradizionale scrittura country blues americana per gli anni 00. È diffuso quanto i semafori, quindi perde un po' di fascino. Beh, peccato, perché sarebbe bello rendere giustizia, anche con una recensione, ad un bel disco come “Carry On”. Terzo capitolo per WM, si distingue dalla massa di uscite simili per un'attenzione estrema ai suoni (moderni, elettronici, curati dal produttore Dan Carey) accoppiata ad una scrittura uniformemente felice (il duo di chiusura è da antologia). Ora, convertirà “Carry On” quelli che di folk e simili ne hanno avuto abbastanza? Boh, conta poco. Contano, come sempre, le canzoni. E qui sono belle. (Marco Sideri)


