La sensazione è che gli Arbouretum non riescano a fare il salto di qualità, ad uscire, per citare il titolo di quest'ultimo loro lavoro, dalla pallida, lattiginosa, nebbia, nella quale sembrano decisamente avvolti, e così rischiarare le proprie vedute. La band di Baltimora, infatti, guidata dal chitarrista cantante Dave Heumann, già collaboratore di Will Oldham, continua nel limitarsi a costruire timide ballate (come senza pretese) post rock dalla vena folk, con un occhio a certo noise ipnotico alla Neil Young, intessuto di ostinati e riverberanti arpeggi. Tutto molto piacevole, anche, ma senza memorabili scintille o intuizioni, ad eccezione forse delle più ispirate e classiche "Oceans Don't Sing", elegante nella sua articolazione, "All At Once, The Turning Weather", dall'andamento quasi stentoreo, e della title track "Coming Out The Fog", degna e conciliante chiusura, grazie anche ai raffinati inserti alla pedal steel guitar di David Hadley. Si attendono, comunque, tempi migliori. (Marco Maiocco)



