I Fairport Convention festeggiano i quarantacinque anni di attività con una selezione di loro classici nuovamente suonati e riarrangiati in studio, scelti direttamente dal pubblico dei loro festival e concerti. Una manciata di brani che hanno fatto la storia del più rinomato gruppo del folk rock inglese, reinterpretati con la consueta maestria e il solito grande cuore. Perchè in effetti sono proprio l'amore e l'assoluta dedizione alla causa, alla strada intrapresa che permettono a questo ensemble di miti e al contempo indomiti ultrasessantenni di rimanere sulla breccia in un modo sempre convincente, mai banale, caratterizzato da un'inesauribile e profonda ispirazione. Passano così elegantemente in rassegna composizioni celebri come "Walk Awhile", "Crazy Man Michael", "Farewell, Farewell", "Matty Groves", "Meet on The Ledge", ed altre ancora, tra le quali una sentita versione della meno nota "The Hiring Fair": splendida ballata di Ralph Mctell, entrata nel repertorio della band solo intorno alla metà degli anni '80. Colpisce l'estrema coesione tra gli odierni cinque componenti, che in un perfetto equilibrio tra mirabolanti e perigliose parti d'assieme e soliste costruiscono un suono sontuoso e calibrato, ideale sintesi tra strumenti acustici ed elettrici. Brillano tutti, dal puntuale Dave Pegg al basso al raffinato Chris Leslie alle corde (bouzuki, mandolino, banjo, etc), dal leader Simon Nichols alla voce e alle chitarre al rutilante Jerry Conway impegnato alla batteria, fino a Ric Sanders al violino elettrico, davvero in notevole evidenza per gusto e sensibilità. A mancare (non da oggi ovviamente) è solo la voce femminile di Sandy Denny, i cui echi riverberano un pò dappertutto, ma le anime dipartite (si sa) aleggiano, non resuscitano. I detrattori potranno facilmente denunciare che si tratta delle solite cose (e per fortuna aggiungeremmo...!), gli appassionati avranno un'ulteriore occasione per divertirsi. Rasserenante. (Marco Maiocco)


