Anche se la definizione "pop di qualità" può legittimamente creare qualche perplessità (chi è giudice della qualità, per cominciare?) è innegabile che i They Might Be Giants si dedichino proprio a questo. Ossia: musica facile, orecchiabile e immediata (pop) ma attraversata da intuizioni (ora liriche, ora soniche, ora entrambe) niente affatto scontate. Il duo dopo i fasti dei primi album (sono passati quasi venticinque anni e non si sentono) si è dedicato di recente a progetti para musicali (colonne sonore, sigle TV, dischi per la prima infanzia). Con Join Us tornano invece alla canzone tout court e, se pure il tempo ha un po' appannato la spinta dell'ispirazione, il risultato è certamente positivo. Con un velo di nostalgia che segna le filastrocche variopinte del disco. Non ci si annoia mai, a casa TMBG. Questa, da sola, è cosa degna di nota. (Marco Sideri)



