Una recente discussione da vetrina in Via San Vincenzo (chiacchiera ispirata dalla presenza di un disco in vetrina) sentenziava spietatamente che Hugo Race: “è bravo certo ma gli mancano spesso le canzoni”. Ossia HR, veterano dei Bad Seeds di Nick Cave e nomade della sperimentazione blues, è uno che ha talento e ispirazione ma è, perlopiù, un artista sonico. Non un autore di canzoni in senso classico. A contestare, a distanza, questa conclusione arriva Fatalists che mostra proprio il lato umano e legnoso del musicista. È un disco folk, di ballate, scuro, acustico in modo intransigente, alla maniera di certo Mark Lanegan, pieno di melodie belle e dannate. Registrato in parte a casa nostra, in Sicilia, con una band vecchia maniera (chitarra, violino, basso percussioni) Fatalists chiude il 2010 con un meraviglioso accordo minore. Con buona pace della vetrina. (Marco Sideri)


