Il vecchio adagio “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” mal si adatta alla musica in generale. Spesso le collaborazioni/ospitate propongono scenari incongrui e si risolvono in un semplice spunto da citare in una recensione. Qualche volta, però, il giochino funziona. Nel secondo album di Doug Paisley si ascoltano, tra l’altro, l’organo di Garth Hudson della Band e la voce di Leslie Feist (già Broken Social Scene). Gli ospiti segnano anche, involontariamente, le coordinate dell’intero disco: certamente tradizionale ed “americano” (anche se l’autore è di Tortonto), ma che sa lambire i lidi dimessi e malinconici di certa musica indipendente. Insomma, un lavoro da cantautore moderno che, come tale, fa della scrittura e della melodia i suoi assi, evitando quel senso di saputo che spesso abita lavori simili. I dischi importanti parlano anche sottovoce. (Marco Sideri)


