Arrangiamenti pieni e una seconda voce femminile (che in un episodio si fa anche prima) gonfiano le melodie di muscoli e suono. La malinconia tradizionale delle canzoni di Jason riesce ad elevare sopra la media uno stile che vive in questi anni una forte crisi di ispirazione. “What Comes After The Blues” riuscirà a conquistare tutti quelli che non si stancano mai della cara vecchia ballata agrodolce. (Marco Sideri)

