Dei due album, “Digital Ash…” è il più avventuroso; vive di arrangiamenti elettrici ed elettronici, ricopre le sue melodie con trucchi e suoni lontani dall’impronta cantautorale del gemello (e del passato). Il risultato rimane ottimo, qualche incertezza sullo sfondo si giustifica con la novità e il cammino, per uno dei talenti più luminosi emersi negli anni ‘90, sembra oramai in discesa. Prova superata. (Marco Sideri)

