L’arrivo della terza puntata del percorso Deerhunter potrà non dire molto a molti. Il gruppo, dalle nostre parti, rimane affare per appassionati di rock indipendente, a prescindere dal buon riscontro critico. Eppure i Deerhunter, a modo loro, sono un piccolo fenomeno. Certamente negli USA, dove il carismatico leader Bradford Cox è riuscito a penetrare la parete invisibile del costume collettivo, con attenzione da quartieri anche oltre la pura critica musicale. Ma le canzoni? Le canzoni sono moderne e rock, nel senso che incorporano elementi laterali (il noise, la distorsione) in canzoni dall’impianto melodico tradizionale, per nulla ostiche o bizzarre nella struttura. Un equilibrio dorato che potrebbe regalare ai Deerhunter un posto nell’affollato pantheon della musica indie. Sempre che esista ancora. (Marco Sideri)
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