Il troppo stroppia, devono avere pensato i Sigur Ròs, abbandonando parzialmente la loro tradizionale ed efficace ipotesi musicale per quest’ultima fatica. Se già il precedente Takk non si perdeva nelle usuali nebbie islandesi e sposava un suono più terreno, “Med Sud…” arriva addirittura ad essere esuberante e ad appoggiarsi su strutture quasi pop. Insomma: i Sigur Ròs sbarcano sulla terra. Non più alieni, angelici profeti di un liquido ed epico rock nordico, bensì sperimentatori pop di prim’ordine. Registrato tra la natia Islanda, Londra, New York e Cuba, questo disco riesce a non tradire l’identità del gruppo (tra le poche veramente originali degli ultimi anni) aprendosi al tempo a orizzonti nuovi. Non sorpassa i capolavori del passato, ma ha il coraggio di cambiare. (Marco Sideri)
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