Bastano gli ingredienti della ricetta per rendere perfettamente l’idea dei Dropkick Murphys: furia punk, tradizione celtica, fiumi di birra. Se queste tre semplici cose solleticano i vostri appetiti, non dovete cercare lontano. “The Meanest…” è una conferma tonda del talento cui il gruppo di Boston ci ha abituati: una celebrazione ora gioiosa ora rabbiosa della diaspora irlandese, che spesso fuori dai confini dell’Isola di Smeraldo appare più estrema e urlata che a Dublino. Vecchi reels, cantilene da pub, ricordi di rivoluzione frullati dall’irruenza del (nuovo) punk americano (pensate ai Rancid per un riferimento appropriato). Magari gli ascoltatori più smaliziati avranno superato da tempo il “periodo punk”. Non per questo abbandonarsi alle cornamuse dei Dropkick sarà meno piacevole. (Marco Sideri)
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