
Non c’è dubbio alcuno che i tempi d’oro della musica punk siano passati (da più di qualche anno). Lasciando da parte corsi e ricorsi che interessano per lo più il mercato, è raro oggi imbattersi in un disco che si possa insieme definire “punk” e “completamente riuscito”. La via di fuga da questa crisi creativa che attraversa il genere è stata e continua ad essere la contaminazione. I Dropkick Murphys di Boston lo capiscono benissimo, fondendo senza paura melodie e cantilene del folk di matrice irlandese ed elettricità irruente.
Il risultato è fresco e godibile e, se non si candida a essere apprezzato da chiunque, “The Warrios’s Code” esce dagli steccati rigidi dei generi e si fa ascoltare come disco divertente, completo e coinvolgente. Non solo di assoluti e capolavori vive la musica. Per fortuna. (Marco Sideri)