Titolo chilometrico per la terza uscita di Jim White, cantautore in bilico tra alternative country e soluzioni elettroniche. Le dieci ballate del disco disegnano un tragitto vellutato intorno alle parole: ora con toni più dolci e sospesi, ora virando verso territori approssimativamente “tomwaitsiani”.
L’insieme riesce facilmente a stregare, rivelandosi una piacevole variazione rispetto al solito disco cantautorale; l’attenzione per il suono e l’impiego di “trucchi” sintetici non appesantisce le canzoni, regala invece una dimensione più colorata a melodie comunque presenti. Completano il quadro una parata di ospiti di rilievo, citando a caso: Joe Henry (anche produttore), M Ward, Aimee Mann, Barenaked Ladies. Per chi ha voglia di deviare, ma non troppo, dalla strada maestra. (Marco Sideri)

