
Settimo album per i profeti californiani del “pop-punk”, ed ennesima conferma (insieme all’ultima uscita dei Blink 182) che forse “punk is dead”, almeno negli USA. Gli Offspring riusciranno anche stavolta nel loro intento: vendere il cd ai tanti ragazzini che hanno cominciato a conoscerli attraverso i successi da Mtv di “Americana”, rispetto al quale “Splinter” suona comunque meno trash. Non si è tornati ai buoni livelli di “Smash”, ma si intravedono sprazzi come “Race Against Myself”, “The Noose” o “Da Hui”, che si discostano dalla classica sequela di pezzi ballabili e incalzanti.
Tutto sommato i fans del gruppo non saranno scontenti di questo cd che senza dubbio (e senza stupire) offre la solita ricetta: tanta energia, testi–filastrocca da urlare e nessuna ricerca di chissà quali sonorità, salvo quelle di immediata presa sull’ascoltatore. (Erika Furci)