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Ristampe Recensioni CARAVAN - A Night’s Tale - Live At The Patriots Theater
 

CARAVAN - A Night’s Tale - Live At The Patriots Theater CARAVAN - A Night’s Tale - Live At The Patriots Theater Hot

CaravanIn attesa della pubblicazione delle inedite registrazioni floydiane di "The Division Bell", alle quali per l'occasione pare sia stato aggiunto un opportuno corredo lirico, in uscita ad ottobre sotto il probabile titolo di "The Endless River" (forse l'evento del 2014), consigliamo di dare un ascolto a questo "A Night's Tale", che oggi la The Store For Music ha il merito di ripubblicare (era già stato edito in cd e dvd una diecina d'anni fa). L'album documenta un riuscito e seguito concerto dei canterburiani Caravan presso il Patriots Theater di Trenton in New Jersey, tenuto il 29 giugno del 2002. Per carità, il rock floydiano e il canterbury sound non sono certo la stessa cosa, ma questi due filoni della classicità, in anni cruciali della storia della popular music, hanno senz'altro avuto modo di sfiorarsi, dialogare tra loro, e influenzarsi reciprocamente. Rispetto alle configurazioni storiche della band, la formazione è tutto sommato al completo, con i fondatori Pye Hastings (chitarra e voce), Dave Sinclair (tastiere), e Richard Coughlan (batteria), coadiuvati da Geoffery Richardson (viola e flauto), Jim Leverton (basso e voce), il sostituto di Richard Sinclair, Doug Boyle (chitarra solista), e Simon Bentall (percussioni). In oltre un'ora di ottima musica il gruppo ripercorre una serie di significative tappe sonore dei suoi oltre trent'anni di attività (su tutte i diciotto minuti e passa di "Nine Feet Underground" e i quasi quindici di "For Richard"). Ne consegue il solito equilibrato amalgama d'insieme, dal caratteristico andamento rock jazzy, a pacate e sfumate tinte pastello, con il continuo alternarsi, nella costruzione di estese e articolate composizioni, di parti soliste e sezioni di gruppo, di incoraggiati slanci individuali e coordinate figurazioni collettive. A far bella figura sono soprattutto gli intarsi alla viola elettrificata di Richardson, i soli cromatici di Boyle alla sei corde elettrica, non senza interessanti (anche ardite) distorsioni del suono, e le smorzate planate sui tasti bianchi e neri di Sinclair. Difficile discutere le qualità strumentali e compositive di simili musicisti, anche a molta distanza dalla loro produzione migliore. A deludere un po' semmai, come probabilmente è sempre stato, sono le voci della band (nella fattispecie di Pye Hastings e Jim Leverton), troppo deboli, poco incisive, per quanto in linea con una sorta di ovattata, forse "medioevale", anche se poi sempre sperimentale, atmosfera favolistica, onirica, magico tratto distintivo della musica dei Caravan. Voci che qui, se non altro (proprio) sul piano della forza emissiva, sembrano denunciare, un po' impietosamente, l'età più avanzata di questi grandi protagonisti, mai indiscreti per la verità, di un raffinato rock progressivo d'autore. Testimonianza. (Marco Maiocco)

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