La mezz'ora dell'Ignoranza di Diego Curcio

Eccoci tornati a una nuova puntata spumeggiante come una spumetta piccola bevuta la bancone del bar (che così si spende poco) della (Mezz)ora dell'ignoranza, il programma dedicato a voi teneroni, che amate la musica brutta e deprecabile. Questa volta il fil rouge della serata sono le ballate, e cioè il lenti (o quasi), in ambito punk-hc. Naturalmente la selezione non è definitiva e, come sempre, è a sentimento. Iniziamo con un pezzo da capogiro come "You cant' put your amrms around and memory" di Johnny Thunders dal suo capolavoro solista "So alone". Del 1978.

Non so se l'ho già messa. Ma nel caso ve la ricuccate perché è un pezzo stupendo di un gruppo incredibile. Parlo di "Sound of the rain" dei Dils, ballatona dal tiro rock che presagisce la svolta che, da lì a poco, prenderanno i due fratelli Kinman, che guidano questa band incredibile del primo punk californiano (anche se loro arrivano dal Canada).

Forse non è propriamente una ballata, ma "Texas" dei Good Riddance, da "My republic" del 2006, è uno di quei pezzi hardcore ad andamento lento che ho sempre trovato irresistibili. Melodia e chitarre ruggenti, per una band che non ha mai perso un colpo nonostante i 30 anni di carriera.

"Mirage" è uno dei quei pezzi che in pochi citano quando parlano dei Queers. Eppure è contenuto in uno dei loro dischi migliori, "Beat Off" del 1994. Un classico brano punk-rock cadenzato, in cui il vecchio Joe riesce a strapparti via le mutande già dopo pochi secondi.

I Green Day non hanno iniziato a scrivere ballad con "Time of your life", che comunque resta un pezzaccio. Già in "Kerplunk!" del 1992 spiccavano lentoni stupendi come "No one know", che con il suo ritornello - "Call me irresponsable, call me habitual" - sulla fine della giovinezza mi ha sempre fatto girare la testa. La cantavo spesso da ragazzino, chiuso nella mia cameretta. E quindi eccola!

Riecco gli Husker Du, che mi sto accorgendo di mettere quasi ogni puntata. Ma che ci posso fare se sono una delle band più grandi di tutti i tempi? Questa volta ho deciso di pescare da "Candy apple gray", esordio major del 1986 e penultimo album del gruppo. Un capolavoro da cui ho deciso di prendere "No promise have I made", scritta e cantata da Hart.

Anche i Ramones, soprattutto a partire dagli anni 80, hanno scritto delle ballata incredibili (ok già nel primo album c'era il capolavoro "I wann be your boyfriend"). Uno dei loro lenti che preferisco è "Danny says", dedicata al loro manager Danny Fields, uno dei talent scout più incredibili di sempre, grazie a lui abbiamo i dischi di MC5 e Stooges, tanto per dire. Il pezzo è contenuto in "End of the century" del 1980.

A vent'anni impazzivo per questo pezzo: "Radio" degli Alkaline Trio. Una canzone fatta per farti intorbidire le budella, con la sua melodia triste e il suo ritmo super lento. In realtà l'incipit del testo è tutto fuorché poetico visto che il protagonista dice di tremare come un cane che caga rasoi. Da "Maybe I'll catch fire" del 2000.

Chiudo questa (Mezz)ora dell'ignoranza con uni dei miei pezzi punk del cuore, "Kiss me deadly" dei Generation X, tratto dal loro album omonimo del 1978 e sentita per la prima volta in un momento topico di "Slc punk! Fuori di cresta" (film splendido!). Ci sentiamo martedì prossimo per l'ultima puntata!

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