La mezz'ora dell'Ignoranza di Diego Curcio

J'aime le punk! Si dice così? Non lo so perché nonostante l'abbia studiato alle medie sono una vera capra in francese. D'altra parte cari amici e cary grant siete sintonizzati, non a caso, sulla (Mezz)ora dell'ignoranza. E quindi un po' cazzate dovete pure aspettarvele. Anzi dovete pretenderle. La puntata di oggi è dedicata al punk francese, visto che ultimamente mi sono fissato su una serie di gruppi oi! d'Oltralpe che mi stanno gasando parecchio. In mezzo a questa carrellata trovate anche qualche band storica. Ma i primi che ascolterete sono la mia ultima scoperta, grazie al mitico Roberto Gagliardi: i Défonce, qui con "Ta liberté" dal loro primo album.

Altro gruppo contemporaneo che considero clamoroso sono i Condor, segnalati dal mio amico Alberto Canale. La band ha pubblicato un paio di singoli in cassetta poi raccolti in un vinilozzo di meno di 20 minuti. Anche qui, come nei Défonce, il classico suono oi! Viene mescolato al post-punk e alla garage. Un mix micidiale e assolutamente inedito, per quel che mi riguarda (anche se i ricordi vanno al secondo e immenso album dei Blitz). Questa è "Cachun por soi".

Restiamo ai giorni nostri con un'altra band di campioni dell'oi! francese: i Rixe, più fracassoni rispetto ai due gruppi precedenti e più classicamente vicini al punk stradaiolo di fine Settanta. Anche i Rixe però non si limitano a copiare il canone punk-oi!, ma inseriscono qualche elemento lo-fi e garage, che rende il suono più crudo e sporco. Il consiglio è di procurarsi la loro raccolta di singoli uscita per La vida es un mus, etichetta strafiga inglese che pubblica molto punk europeo. Il brano che ho scelto è "Hexagone"

Se dici punk e Francia non puoi non citare i Metal Urbain, una delle migliori band del 77 dell'Europa continentale. Un gruppo cardine, al di là della provenienza geografica, che ha saputo cambiare pelle nel corso degli anni, mantenendo sempre una lucidità compositiva incredibile. Questa è "Paris maquis", dedicata ai partigiani francesi.

Cantavano in inglese, a differenza dei gruppi fin qui citati, gli Stinky Toys. Una band che, dopo gli esordi punk-rock, si è spostata verso il pop e la new wave più melodica, mantenendo sempre una certa classe. Purtroppo il loro primo disco mi manca (devo recuperarlo prima o poi). Da quell'album omonimo del 1977 è tratta "Plastic faces".

Un altro pezzo da novanta del primo punk francese sono i Dogs. Anche loro, come gli Stinky Toys, cantavano in inglese e prediligevano la melodia (erano un mix fra punk, garage, new wave e power pop). Il loro album d'esordio del 1979 intitolato "Different" è un gioiello da non farsi scappare. Qui è contenuto questo pezzo intitolato, "Words".

 Arrivano dai primi anni Ottanta e mescolano post-punk e oi! i Camera Silens di Bordeaux. Recentemente i loro primi due splendidi album sono stati giustamente ristampati. "Pour la gloire" chiude il loro esordio dell'84 "Réalité".

E' del 2016 lo splendido e glaciale esordio dei Litovsk, anarcho-post-punk band di Brest, che ricorda vagamente i Political Asylum. Atmosfere malinconiche, suoni liquidi e ripetitivi: un tiro unico. Per ora hanno pubblicato due album, dal primo omonimo è tratta "Nergens"

Anche i Syndrome 81 vengono da Brest e alcuni di loro suonano nei Litvosk. Me li ha fatti scoprire ieri Tixi e devo dire che non sono niente male. Fra oi! classico, dark e post-punk. Il nome sembra un po' ambiguo, ma loro non lo sono per niente. State tranquilli, belin. Eccovi "Dans les rues la nuit" da "Désert urbain" del 2015.

Il punk per fortuna non è solo fatto di testosterone maschile. Le Litige vengono da Lione e sono tre ragazze che suonano veloci e incazzate. Nel 2017 hanno pubblicato l'ottimo mini "Fuit en avant. Questo è il primo pezzo, "Scanner".

Chiudo questa (Mezz)ora dell'ignoranza con una band storica del punk e della new wave francese: i Telephone, che nel corso della loro lunga carriera hanno avuto varie fasi. Hanno iniziato nel 77 e forse i dischi più vicini al punk sono i primi due. Il primo omonimo si conclude con questa "Prends ce que te veux". A martedì prossimo! Anzi, au revoir!

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