L'ora dell'ignoranza di Diego Curcio

Cominciamo questa puntata de L'ora dell'ignoranza (è così che si chiama il programma) con un po' di punk di quello brutto, ma così brutto da essere bellissimo. Sto parlando di quelle band o di quei cantanti che, a fine Settanta, tentarono di cavalcare la moda del punk, nonostante venissero da altre esperienza. Ma in questa puntata ci saranno anche veri punk, magari un po' dementi e demenziali. Ma comunque non solo "impostori". Insomma è un esordio un po' a cazzo di cane (si può dire a cazzo di cane, Gian?)
Bando alle ciance iniziamo con Andrea Mingardi, cantautore blues che insieme ai Supercirus nel 78, in piena "moda" punk si inventò questo classico involontario, pieno di luoghi comuni e amenità varie. La musica in realtà non è niente male... Pus è uno dei miei prezzi preferiti del primo punk italiano.


Ecco una canzone piuttosto insolita e "ignorante", nello spirito del programma. Johnny Boy and the Bookmakers è una band romana nata e morta nel giro di qualche giorno. Ha fatto in tempo però a incidere sto pezzone finito sulla compilation della Hate Records "First italian punk contest". Una miniera di bellezza con Bingo, Temporal Sluts e altre band , soprattutto romane, di schifosissimo e quindi bellissimo punk anni Novanta. Questa è "Rivendicazione"



Uno dei miei gruppi punk del cuore sono i bolognesi Gaznevada. Prima di pubblicare capolavori immortali di musica sintetica e poi virare sempre di più in territori dance, hanno licenziato per la Harpo's Bazaar una cassettina super punk con pezzi folli e velocissimi al limite del demenziale. Questa è "Criminale". Capolavoro


Plastic Bertrand è belga e somiglia un po' a Solange. A metà anni Settanta suonava già la batteria in un gruppo proto punk. Poi nel 77 se n'è uscito con questa hit "solista", secondo me favolosa, che è stata anche stracoverizzata. Pure dai Sonic Youth. Il problema è che a cantarla non era veramente lui, ma un altro... una cosa moooolto punk. Ecco "Ca plan pour moi":


Il punk non è l'unico genere di musica che ascolto. Lo so che questa rivelazione vi sconvolgerà ma mi piace anche il glam. Soprattutto quello più ignorante - ma dai? - e casereccio (il junkshop glam, tanto per dire). Questa "Gulliver" di tal William è un must del genere. Glam in italiano, registrato probabilmente in una vecchia balera. L'ho scoperto sulla compilation Glamorama 1


Un altro "capolavoro" del primo finto punk italiano è il 45 giri degli Incesti - che nome puuuunk - uscito nel 77 e intitolato, guarda caso, Punk Rock. Di punk naturalmente non c'è quasi nulla, a parte il nome. Ma il rock'n'roll telefonato di questa canzone mi fa sempre molto ridere.


E torniamo alla Francia ma restiamo in ambito "fake punk" con "Silex Pistols" delle Too Much. Di questa band, direi di ragazze, non so quasi nulla. A parte il fatto che sbagliano - forse a posta - il nome dei Sex Pistols. La canzone l'ho trovata nella compilation "Bingo" della Born Bad Records, presa direttamente nel loro negozio in un viaggio a Parigi. E' una raccolta dedicata proprio al punk fasullo francese di fine settanta. Un disco insuperabile e... ignorante.

Questo pezzo arriva ancora una volta da Glamorama 1. Sta volta il tizio, David Warner, è inglese e la canzone si chiama "Whinzz Kids". Secondo me è un brano superbo, stramelodico e zuccheroso. Forse c'entra poco con sta puntata ma volevo metterlo.


Chiudo, forse un po' in anticipo, ma devo ancora tararmi, con un altro classicone del primo punk italiano: "Sei in banana dura" dei Windopen. Solo il titolo meriterebbe il premio Ora dell'ignoranza. Era uscito nella serie dei singoli sul nuovo rock italiano ("Rock 80") della Cramps. Quella stessa serie in cui comparivano i miei preferiti... i Dirty Actions...

Sono stati 27 minuti intensissimi. Alla prossima ignorantazzi/e!!!!

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Top ten del mese

1.
Valutazione Autore
 
87
Valutazione Utenti
 
0 (0)