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Il Diario di Disco Club Il Diario di Disco Club Diario del 11 febbraio (seguito)
 

Diario del 11 febbraio (seguito)

Diario del 11 febbraio (seguito)
Ed ecco la seconda coppia. Sono già stati protagonisti in tre episodi del Diario, tutte le volte la richiesta era "Avete il tempo delle mele?" e tutte le volte il cliente di turno correggeva "Forse volevano dire il tempo delle pere". Sì, perché il loro aspetto presente rivela un passato periglioso, per il ragazzo anche il presente. Oggi si affaccia sulla porta lei, sembra più in bolla, ancora più in carne e ossigenata, ma quando apre la bocca mi rendo conto di aver sbagliato; in realtà l'idea che dà è di una che si sia appena scolata una bottiglia di vino, però non chiede "Il tempo delle pere" no, scusate "delle mele", ma "Hai un cd di Giulio Iglesias?", faccio finta di cercare "No, no abbiamo niente" (quando devo rispondere a richieste del genere, parlo sempre al plurale coinvolgendo anche Dario, responsabile dell'Angolo della Vergogna). Nel frattempo si palesa anche la sua metà, nel vero senso della parola, circa 1,60 di altezza per 40 chili, sempre in equilibrio instabile, gli occhi mai molto aperti e il viso sul quale sembra che sia passato un attacco di vaiolo. Apro una parentesi al riguardo. Questi due abitano nella mia stessa strada, una mattina stavo scendendo a piedi quando sento un rumore strano, come di un'aspirapolvere rotto, ed ecco che sbuca una minicar spinta al massimo della sua (per fortuna limitata) velocità. Chi c'è al volante? Faccia butterata, occhi semichiusi, sì, è lui! D'istinto mi allontano dal ciglio della strada.
Torniamo a bomba. Lei non si demoralizza, "Puoi ordinarmelo?", io, "No, il rappresentante non passa mai" (per forza non c'è più), lei "E dove lo trovo?", io (per la felicità dei ragazzi di Feltrinelli), "Da Feltrinelli", lei, "Dove è", provo a spiegarglielo con scarsi risultati, visto che lei riparte, "Scusa tra un po' vai a mangiare (è quasi mezzogiorno), mangi, vai a prenderlo e noi veniamo a prenderlo questo pomeriggio". Per un attimo temo che mi abbia riconosciuto come quasi vicino di casa (100 metri), ma mi rendo conto che deve avere delle difficoltà anche a riconoscere i suoi parenti, "No, non saprei dove prendertelo", lei si rassegna e dice al compagno "Volevo Giulio Iglesias" e lui, in un momento di lucidità, "Ma lui non ce l'ha" e finalmente se ne vanno.

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