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Diario del 17 giugno

Diario del 17 giugno
E' già un po' che non avevamo new entry tra gli svitati di Discoclub. Ed eccolo qui uno mai visto prima, vestito tutto d'azzurro, forse si prepara per la partita pomeridiana della nazionale. Lo vedo passare davanti alla porta, proveniente dal bar Verdi, e parlare con qualcuno davanti alla vetrina, esco a guardare, no, non c'è nessuno, sta parlando direttamente con la vetrina. Rientra al bar. Dopo una mezzora eccolo da noi, "Dammi quel disco dei Guns 'n Roses in vetrina", "Non ci sono dischi dei Guns in vetrina", "Come no? C'è il loro primo, Lies, vieni fuori a vedere"; vado fuori e confermo "Non c'è", lui "Dieci minuti fa c'era, lo avrai venduto adesso"; lui si è innervosito, ma io ancora di più, "Non era in vetrina dieci minuti fa, ma ventotto anni fa", ma lui "Eccolo, te lo dicevo io" e mi indica il cd 'Wilko Johnson Presents: The First Time I Met The Blues', "Guarda che c'è scritto Blues e non Lies", finalmente se ne accorge anche lui, però "Se lo guardi bene, hanno gli stessi colori". Torno in negozio, torna al bar. Non me ne libero, rientra, "Hai i primi cd di David Bowie, quando suonava tutti lui gli strumenti?", "Bowie???", lui, indeciso, "David Mobie?", "Facciamo Moby, senza David", lui, giulivo, "Ecco proprio lui, quelli vecchi". Gli trovo Play, ma lui, "No, voglio quelli più vecchi, quelli di 10 anni fa", "Questo è di 17 anni fa". Lo compra e minaccia di tornare 'con una lunga lista'. Sono solo in negozio (Dario è in trasferta a Rovigo per un concerto insieme ai Big Fat Mama al Delta Blues), e alle 13:30 finalmente riesco ad andare a mangiare qualcosa al Verdi. Dico alle ragazze, Daiana e Veronica, "Abbiamo un nuovo matto, quello che entrava ed usciva dal bar", "Quello con la maglia azzurra?", "Sì, lui", "Non parlarmene, si è scolato quattro Negroni". Allora è giustificato, con quattro Negroni in corpo prima di mezzogiorno è facile confondere Blues con Lies.
L'assenza di Dario mi dà la possibilità di ritornare ai vecchi metodi. Mentre sto servendo il Panzone, entra un altro nuovo cliente che si affianca a Paolo il Pompiere davanti al bancone. Pronti via e parte subito con "Tocca a me?", senza contare i tre clienti che erano davanti a lui, lo guardo con occhi da Hannibal, "Sto facendo un conto". Faccio il conto e saluto il Panzone. Dario avrebbe detto al nuovo arrivato "Posso esserle utile", io no, sono più essenziale, "Adesso dica", cerca di scusarsi con "Ho messo la vespa nel posto degli handicappati", io "Il posto giusto", lui non afferra, "Mi dia qualcosa dei Gypsy Kings", Dario avrebbe detto "Mi dispiace, non abbiamo niente", io "Non ne ho"; lui è sorpreso, con un gesto indica tutto il negozio, "Con tutti questi cd non ne ha nemmeno uno dei Gypsy Kings?", Dario avrebbe detto "Purtroppo no, li abbiamo finiti, ma se vuole glieli posso ordinare e martedì li avrà", io, "E' un genere che non teniamo". Se ne va demoralizzato. Continuo a non capire, ma perché a Dario subito una lettera anonima di insulti? Porca miseria, prima o poi qualcuno la manderà anche a me una lettera anonima?!?!?

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