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Diario del 10 giugno

Diario del 10 giugno
Ore 8:30, voci da fuori, "I francesi sì che fanno sul serio, quando c'è da fare uno sciopero non guardano in faccia nessuno, bloccano il paese".
Ore 9:30, signora di origine est europea con compagno genovese, "Avete il cd dei Negrita live?", "Sì", "Oh, meno male, ci avete salvato". Lo prendo e lei "Mi fa un pacchetto regalo", "Mi spiace ho finito le buste e sto aspettando che me le riconsegnino", sua smorfia di disgusto e mentre io batto lo scontrino sento che borbotta qualcosa con incluso la parola 'Genova', vorrei chiedere il replay, ma lascio perdere; quando lei esce (il compagno era già fuggito quando ha sentito il suo commento), il replay me lo fornisce Emilio (vecchio cliente che era davanti al banco), "Hai sentito cosa ha detto?", "Solo Genova", lui mi completa la frase, "E' la solita storia a Genova non si può comprare", "Belin potevi dirmelo prima, le avrei risparmiato il rammarico di aver comprato a Genova e la mandavo a cercare i Negrita in qualche città più ospitale".
Ore 9:55, la postina mi porta una lettera; è senza mittente, la apro, foglio bianco scritto col computer, senza firma e anche qui mittente, ecco il messaggio anonimo: "Complimenti, si fa ovviamente per dire, per l'acquisto del nuovo collaboratore che ha un tatto inferiore persino all'orangotango, che ben rappresenta. Prima di assumere simili cafoni, bisognerebbe pensarci molto seriamente e soprattutto quando si trattano prodotti che stanno via via diventando sempre meno indispensabili". Non capisco, deve avere sbagliato la postina, guardo la busta, no è proprio indirizzata a Disco Club. Questo mi fa incavolare, io sono reduce da 32 anni di maltrattamenti di clienti e mai nessuno che mi abbia mandato una lettera d'insulti, Dario ci riesce quasi subito, nonostante i suoi 'posso esserle utile', 'prego nessun disturbo', 'faccia con comodo, quando ha deciso mi chiami'. Anche Dario, quando legge la missiva, s'innervosisce, "Almeno poteva comporla con le lettere ritagliate dai giornali, come deve essere una vera lettera anonima".
Ore 11:55, via S.Vincenzo si riempie di un corteo di metalmeccanici in sciopero per il rinnovo del contratto, in piazza Verdi il traffico si blocca; voce fuori dalla vetrina, "Sempre a scioperare e a rompere le palle al prossimo, dove lo vado a prendere adesso l'autobus?".

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