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Diario - Dal 3 al 8 giugno Diario - Dal 3 al 8 giugno Hot

Diario del 3 giugnoantinori

Lo confermo, l'ho già detto sabato, non azzecco più i gusti degli acquirenti; anche oggi primi tre clienti e tre errori. Primo, più o meno mio coetaneo, mi sembra un tipo da musica melodica italiana anni '60, invece, "Ha i dischi di Arianna Antinori?" (vedi foto a destra), "Attualmente no", "Strano che non si trovino, è brava, la Janis Joplin italiana, pensi che ha cantato col gruppo della grande Janis – concludendo, forse condizionato dalla sua attuale condizione – anche se quelli avranno suonato col catetere".
La seconda è molto giovane, gira per il negozio e ho l'impressione che cerchi qualcosa che non ho, "Vorrà qualcuno dei finalisti di Amici" penso e le chiedo rassegnato, "Dimmi pure se cerchi qualcosa", "Volevo solo sapere se avete e quanto costa l'ultimo dei National". I National!!! Io e gli altri due clienti le saltiamo addosso, novelli satiri musicali, "Che classe fai?", "Terza media", "Come mai i National?", "Me li ha fatti conoscere mia mamma", "E tuo papà?", "E' un fan dei Pink Floyd", "I tuoi compagni di classe?", "Oh, loro sentono quello schifo di musica tipo One Direction", ed io butto lì, "Moreno ti piace?", "Moreno? Non lo conosco". Ormai noi tre uggioliamo letteralmente, però di gioia: innalziamo questa giovane pulzella a novella Giovanna D'Arco contro la muzak propinata da radio e televisioni, tanto più che dieci minuti dopo essere andata via, torna con i soldi e compra Trouble Will Find Me. Dimenticavo, la ragazzina si è presentata in negozio con una maglietta verde, ma sapete che verde? Proprio il verde Disco Club! Un segno del destino?


Ritorno sulla terra col successivo cliente, mezza età, tipo impegnato. "Mi chiederà qualche cantautore", infatti, "Non so se è già arrivato, perché penso esca domani, vorrei il nuovo di Max Pezzali". Sob.

Diario del 4 giugno
Prima telefonata, "Scusi volevo sapere se ha un cd: quello di Moreno".
Prima cliente, "Vorrei regalare a mia nipote un disco di Cocciante", "Eccoli", dopo un po', "Mi dia questo, ma funzionerà?", "Perché non dovrebbe, è sigillato", "Sì, ma è molto vecchio, è degli anni '70".
Seconda telefonata, "Scusi volevo sapere se ha un cd: quello di Moreno".
Secondo cliente, settantottenne (me lo ha detto lui), "Non ne ha cd? Ha solo questi?" e così dicendo mi mostra...i cd, "Questi sono cd", "Ah, vorrei qualche raccolta di bande", "No ne ho", "Anzi mi piacerebbe ancora di più un cd dei Firehouse Five", "Questo posso ordinarglielo", "Aspetti, già che c'è, mi prenda anche due di Castellina-Pasi". Lunga ricerca e infine porto a casa un ordine di tre cd, un Firehouse e due Castellina.
Terza telefonata, "Scusi volevo sapere se ha un cd: quello di Moreno".
Terza cliente (anche questa anzianotta, l'età media si sta preoccupantemente alzando), "Avete i cd-rom", "Cd-rom?", "Sì, quelli per sentire i cd".
Quarta telefonata, "Scusi volevo sapere se ha un cd: quello di Moreno".
Quarto cliente, è Marino (non Moreno), l'uomo arancione; sempre vestito completamente di arancione, dal berretto alle scarpe, con l'aggiunta dell'orologio, quando entra mi abbaglia. Compra musica italiana, ma oggi va oltre, anche lui mi chiede orchestre di liscio, deve essere la giornata. Quando esce vedo che ha un sacchetto con l'abbigliamento di ricambio, indovinate di quale colore: arancione.
Quinta telefonata: "Scusi volevo sapere se ha un cd: quello di Moreno".
Quinta cliente, finalmente una sotto i quarant'anni, "Il mio nome è Claudia", perplesso "Cos'è? Il titolo di un film?", "Ma no, te l'ho detto per cercare il disco che ti ho ordinato in Olanda", "Ops, scusa".
Sesta telefonata: "Scusi volevo sapere se ha un cd: quello di Moreno".
Sesto cliente, finalmente un ragazzo giovane, "Mi sa che non l'avete, non mi sembra il vostro genere, però ci provo: per caso avete il cd di Max Pezzali?". La perspicacia del ragazzo meriterebbe un premio, ma Max Pezzali non ce l'ho.
Settima telefonata. Come tutte le precedenti, voce femminile, probabilmente la mamma di qualche piccola fan del vincitore di Amici, quindi voce non giovanissima: "Scusi volevo sapere se ha un cd...", sto per interromperla "E basta, non ne posso più di questo Moreno, fino all'altro giorno pensavo fosse l'arbitro di Corea-Italia dei mondiali 2002; adesso metto la segreteria telefonica con registrato: Disco cluuuuub, avvisiamo la gentile clientela che non abbiamo il cd di Moreno", ma lei prosegue, "Vorrei At Fillmore East degli Allman". Un urlo sgorga spontaneo dalla gola, "Alleluia".

Diario del 5 giugno
Il primo cliente della mattina mi fa una strana richiesta, "Vorrei qualche disco di musica cantury, quella che viene dall'America", "Di che tipo, scusi?", tira fuori un cd di Dolly Parton, "Come questa", "Ah, musica country?, "Sì, quella e cantata da donne". M'impegno e nello scaffale delle offerte da Buscadero gli trovo due cd di cantury-girls, che stavano festeggiando il decimo anno di permanenza in negozio.
Anche la prima telefonata è strana, "Vorrei parlare col signor Giancarlo Balduzzi", "Sono io", "Non so se è la persona giusta, io sto cercando Giancarlo Balducci, proprietario di un immobile qui a Roma", "Io sono Balduzzi", "No, io cerco Balducci", "Appunto, buongiorno".
Non mancano i soliti, quelli che fanno parte dell'arredamento; u megu al mattino si presenta con dei jeans antiquati, l'elettrico lo accoglie con, "Dove li hai trovati? Sembrano quelli dei vecchi portuali", "Sì, erano di mio padre, quando lavorava in porto nei primi anni '80", io, "Hanno più di trent'anni quindi. E la famosa giacca a vento della foto del 1968?" (qualche anno fa era arrivato con una giacca un po' stretta e, mostrandomi una foto di lui dodicenne, mi aveva detto "Vedi? E' la stessa giacca"), "Ce l'ho ancora", "Ma va, che non c'entri nemmeno se piangi". Il pomeriggio è il più caldo di questa strana primavera e u megu come si presenta? Con una giacca a vento, io a bocca aperta, "Ma è quella?", gli altri clienti, "Ma sei matto? Muori dal caldo", lui, "Vedi che mi sta ancora", io, "Sì, ma non riesci ad abbottonarla (mancano almeno dieci centimetri)", "Non è che non riesca, non lo faccio perché sto bollendo!".
Io l'ho sempre detto, la chiusura più importante per me non è stata quella della Fnac o di Pink Moon o di Liguria Dischi o degli altri trentadue negozi di dischi che hanno tirato giù la serranda negli ultimi dodici anni, ma quella dovuta alla legge Basaglia: con la chiusura dei manicomi, il mio negozio si è riempito!

Diario del 6 giugno
Se continua così andrà a finire che presto vedrete in vetrina Gigi D'Alessio con la consorte Anna Tatangelo, la famiglia Casadei, addirittura i miei "odiati" Pupo e Mario Biondi e l'altrettanto mal sopportata musica new age. Perché? Perché mi sono passato la giornata a rispondere a richieste di questo tenore: "Non ha niente di musica napoletana?", "Toto Cutugno dove lo trovo?", "Vorrei regalare un cd di musica rilassante a mio cognato", "Cos'ha di musica ballabile?", "Cerchiamo il settore sudamericano", e ancora Grignani, il solito Pezzali e la compilation di Amici; a proposito di quest'ultima, ancora nuove richieste del disco di Moreno e a fine giornata un ragazzo, alla mia ennesima risposta negativa, dice sdegnato "Questo ragazzo è genovese, almeno qui potreste sostenerlo!".
Boccata d'ossigeno con una, non certo giovane, signora, che mi fa fare ricerche di cd di Janis Joplin, Traffic, Nina Simone: quando è entrata ci davamo del lei, quando è uscita la comunanza di gusti ci ha portato a un più confidenziale tu.
L'ultima richiesta è particolare. Giovane un po' sessantottino con cane, "Vorrei un disco di Danilo Fatur", "Di chi?", "L'artista del popolo, ex CCCP, cerco i suoi cd da solista", "Non ne ho mai avuti", "E lo so, non li ho trovati nemmeno su ebay, trovarli è pura fantascienza".
Chiudendo, guardo la vetrina: National, Mark Lanegan, Savages, Daughter, Oblivians, Sao Paulo Underground, Nancy Elizabeth, tre ristampe dei Rip Rig + Panic e tanti altri. Ma cosa ce li tengo a fare, se poi mi chiedono liscio, musica napoletana, italiani tradizionali, rap-bambino? Sarà l'ora di rinnovarsi?

Diario del 7 giugno
Una cosa che infastidisce chi sta in negozio è quando un cliente (o almeno presunto tale) entra senza salutare, fa un giro, non chiede niente (spesso nemmeno guarda niente), si avvia verso l'uscita e, nonostante un tentativo nostro di saluto, se ne va senza degnarci di uno sguardo. Proprio un personaggio di questo genere è capitato oggi in negozio, quando, tra i clienti presenti, c'era anche l'amico Antonio, fresco reduce da una caduta in bici, con frattura del gomito destro e non ancora in gran forma. Lo sconosciuto, dall'aspetto sherlockholmiano, baffi e tanto di pipa, che si guarda bene dal togliere dalla bocca, sguardo torvo e mai rivolto a nessuno di noi, entra scontrando il povero Antonio, che viene spinto contro la parete con una smorfia di dolore sulla faccia e la mano destra che corre a proteggere il gomito infortunato; io, che stavo servendo un cliente dall'altra parte, tornando verso la cassa lo incrocio e faccio per salutarlo, lui niente come se fossi invisibile. Fa un giro, guardando, senza troppo interesse, un po' di cd jazz, un po' di cd rock, poi, dall'altra parte del banco, un po' di vinili jazz, un po' di vinili rock, eccolo infine lanciato verso l'uscita, Antonio è ancora sulla sua traiettoria, si appiattisce contro la parete per lasciarlo passare, io lo guardo per provare a salutarlo, lui niente, indifferente a tutto e tutti, ci lascia. Chi mai sarà? Per un attimo ho pensato che, a questa nostra domanda, lui si fermasse sulla porta e mi rispondesse "Elementare Watson".

Diario del 8 giugno
Torniamo al tasto dolente della chiusura dei negozi di dischi. Dopo quella della Fnac, i clienti mi dicevano, "Vedrai che adesso gireranno per Disco Club molti più giovani". In realtà ho ereditato due distinte tipologie di clienti: quelli troppo giovani, sotto i sedici anni, e quelli troppo vecchi, sopra i settantanni (il troppo è relativo al tipo di musica che ho in negozio). I primi anche oggi si mettono in mostra con la richiesta del loro idolo del momento, Moreno; una decina di richieste, quasi tutte anticipate da commenti all'esterno di questo tipo, "In vetrina non c'è, mi sa che non ce l'hanno, dai però proviamo", ci provano infatti, ma sono già rassegnate alla risposta negativa; ho parlato al femminile, ma in realtà anche un maschietto, di non più di dieci anni, trova il coraggio, per l'insistenza del padre, di porre la fatidica domanda, "Ce l'hai Moreno?". A queste dovete aggiungere un'altra decina di richieste da parte di "furbastri" clienti facebook-amici, che, avendo letto le puntate precedenti del diario, si sono sentiti in dovere di telefonare o presentarsi di persona con "Ti è arrivato il cd di Moreno?".
Ed eccoci agli ultra settantenni. Il primo mi chiede, "Vorrei un cd di Maria Carta", (non stupitevi, ma ce l'ho, e vi dirò di più, ho sempre avuto i suoi dischi fin dagli anni '70, è per me la miglior cantante dialettale italiana), "Eccolo", "Oh bene, non ci speravo, ma mi dica, funziona anche in macchina?".
Il secondo è quello che mi ha ordinato i cd di Castellina-Pasi e dei Firehouse: sono arrivati; "Non ci posso credere, sono anni che cerco i Farose negli altri negozi, ma nessuno li conosceva", Gliel'ha detto che erano i pompieri?", "Sì, sì, ma non li conoscevano", "E va be' – celio - si consideri già fortunato che non le abbiano rifilato i pompieri di Viggiù". L'età media in negozio deve essere elevata, perché parte il coro "Viva i Pompieri di Viggiù - che quando passano - i cuori infiammano!"
Il terzo è il signor "Scusi se la disturbo". Non si smentisce, dopo il solito prologo continua "Ha il cd di un pezzo flamenco, Taka Taka?", "Non lo conosco, di chi é?", ed ecco che mi sorprende, tira fuori il telefonino di ultima generazione e gli urla addosso, "TAKA TAKA", immediata la risposta "Taka-taka (flamenco nuevo) - Andreas Karma". Il progresso ci viene in aiuto, ma la risposta non cambia, "Non lo conosco". Non demorde, "Scusi se la disturbo, questo ce l'ha?", e, sempre sul telefonino, mi fa vedere un video di youtube di Narciso Yepes che suona il concerto di Aranjuez di Rodrigo, "Non ce l'ho, ma questo posso procurarglielo facilmente", "Mi raccomando, lo voglio diretto da questo direttore d'orchestra", "Veramente è un chitarrista", "Ah sì? Però voglio proprio questo del video", è troppo, rinuncio, "Mi dispiace, questo non c'è", "Ah peccato, scusi se l'ho disturbata", e se ne va.

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