Musica italiana

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GRUPPO 2001 – L'alba di domani (ristampa)

Nei dischi di culto (per merito o rarità) delle band progressive rock italiane degli anni Settanta c'è anche l'unica testimonianza in studio dei sardi Gruppo 2001, anno di grazia 1972. Questa ristampa, arricchita da un ottimo brano originariamente presentato a Un disco per l'estate, Messaggio (ebbene sì, succedeva anche questo, ai tempi: ma ora certi gruppi indie non vanno a Sanremo?) è curata nella veste e nel suono. Che è un prog rock romantico e molto melodico, ai confini con la musica leggera, ma che nell'iniziale Maggio offre sei minuti da incorniciare: siamo a livelli notevoli, più o meno in zona Delirium. Altrove il riferimento potrebbero essere, mutatis mutandis, Le Orme storiche, o certi New Trolls più melodici. La sorpresa arriva con Sa Danza, un brano "etno" ripreso in chiave rock: non dura neppure due minuti, ma per i curiosi degli antenati della world music che poi si sarebbero "inventati" Mauro Pagani e Demetrio Stratos è un bello spunto di riflessione. (Guido Festinese)

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ZEROTHEHERO - Horror Vacui

Diamo conto di questo bel disco, anche se è passata un bel po' d'acqua sotto il ponte di Santa Agata dalla pubblicazione. Riferimento campanilistico, voluto perché band e solista in questione ( Fungus e ZeroTheHero) da lidi liguri arrivano, e riferimento temporale pure, perché non è che i nostri siano di quei rocker ossessionati dall'up to date. Tutto molto tranquillo. Per fortuna che, trattandosi di (magnifica) musica esattamentre in bilico tra prog e space rock, non è che l'attualità urga, come ci va spiegando da diversi anni Steven Wilson. Sia come sia: ZeroThe Hero, nome d'arte evidentemente "gonghiano" del bassista dei Fungus è titolare di questo notevole Horror vacui. Che cita scopertamentre dolcezze floydiane e sinuosità alla Ozric Tentacles, richiami ai primi Haewkwind e finezze assortite che è bello riconoscere, ben dissimulate fra le trame. Lanciamo un amo: ad esempio Floating ha l'organo di Atom Heart Mother, e buona parte della struttura di If I Had The Time degli Uriah Heep più maestosi. Il resto potete divertirvi a scoprirlo voi. (Guido Festinese)

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DIAFRAMMA - Studio Session (95-96)

Dopo un oblio di oltre 15 anni tornano alla luce versioni inedite di 2 dischi dei Diaframma in puro stile anni '90 : "Non è tard"e "Sesso e Violenza"..in un unico cd insieme a 3 inediti dell'epoca, finalmente per i fans dei Diaframma una chicca che era tanto attesa.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 9 aprile 2013 al prezzo di 12,90 €
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MINISTRI - Per un passato migliore

I Ministri tornano con il loro quarto lavoro, programmatico fin dal titolo. Per un passato migliore è un album che s'impegna a mantenere vivo il filo della memoria, ma non no lo si deve considerare un discorso "impegnato". O meglio, lo è solo nella misura in cui ogni punto di vista sulla società può essere definito "politico". Si tratta piuttosto di un percorso empatico alla riscoperta delle radici, verso la forma più grezza, semplice e sonora del rock senza aggettivi (Le nostre condizioni, Spingere). La band, che dal vivo indossa sempre delle giubbe napoleoniche, ricompone un mosaico di esperienze poliedriche e si tuffa in un calderone di grandi nomi nazionali e internazionali dai quali emergono le strutture compositive degli Oasis, l'urgenza comunicativa del grunge e testi degni della canzone d'autore, con influenze che si amalgamano (Una palude) mostrando freschezza e intensità. D'altronde sono molti gli artisti che oggi sentono il bisogno di descrivere la situazione attuale – dagli Skunk Anansie ai Muse, che tra l'altro dal 2006 collaborano con Tommaso Colliva, responsabile anche della produzione di questo disco. Con la loro schiettezza, i tre ragazzi di Milano vogliono distaccarsi dal panorama della musica italiana degli anni Duemila, troppo spesso bloccata dai cliché dello star system ma, per la sensibilità lirica, l'impatto scenico e l'impatto auditivo, si potrebbe tentare un parallelo con alcuni gruppi cult come i Blastema o i Nobraino, i Marta sui Tubi o gli Afterhours. Federico, Davide e Michele ritrovano il valore di un tappeto ritmico dirompente sul quale piazzare testi carichi di rabbiosa denuncia o di nostalgia e raccontano il presente – un presente "storico", fieramente anacronistico – con l'ironia di immagini inconsuete. Sono parole che destabilizzano, sovvertendo il luogo comune e lasciando un velo di "disperata speranza", come ha detto il giornalista Antonio Vivaldi. Comunque è l'esempio lampante di questo meccanismo che sembra la continuazione ideale di Do the Evolution dei Peal Jam. Consigliato ai rocker e ai poeti. (Elena Colombo)

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ORCHESTRA BAILAM E COMPAGNIA DI CANTO TRALLALERO - Galata

Galata è il titolo dell’ultimo, interessantissimo percorso sonoro dell’Orchestra Bailam nei territori della musica popolare. Il legame inscindibile tra Genova e l’area mediorientale è perfettamente sintetizzato nel quartiere di Galata, un’autentica “piccola Genova” nel cuore di Istanbul. La storia, la cultura e il commercio crearono per oltre 200 anni un legame quasi simbiotico tra Genova e Costantinopoli ed è inevitabile che la musica ne abbia tratto ispirazione. L’Orchestra Bailam ha colto il legame inscindibile tra Genova e il medioriente attraverso un album di grande rigore artistico e di notevole suggestione. La Compagnia del Trallalero arriva al cuore della tradizione musicale genovese (le voci di Matteo Merlo, Paolo Sobrero e Alberto Bergamini sono straordinarie) e il fascino senza tempo dell’oud, del bouzouky e di altri strumenti colmi d’arcaica magia orientale, suggellano un legame inscindibile. 

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PAOLO JANNACCI – Allegra

La solida attività di produttore, turnista e di direttore musicale in molti programmi televisivi (Zelig su tutti), oltre al cognome quanto mai gravoso, hanno finito per oscurare il fatto che Paolo Jannacci è innanzitutto un pianista jazz, originale e policromo come pochi altri sulla scena italiana. A cinque anni dall'ultimo disco, ritorna con il medesimo trio (Stefano Bagnoli, batteria, Marco Ricci, contrabbasso), ospiti sparsi (Enrico Intra, Bebo Ferra, Marco Brioschi) e un pugno di temi originali alternati a standard e canzoni. Scelte felici ("Parigi" di Paolo Conte) e inusuali (la "Mazurka "di Chopin), composizioni sorprendenti ("Francese") e un impeccabile medley in solo ("Someone To Watch Over Me/Over The Rainbow"), per una delle più piacevoli sorprese di quest'anno discografico. Consigliatissimo. (Danilo Di Termini)

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