Musica italiana

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ADRIANO MODICA – La sedia

L’omino che guarda l’enorme sedia sulla copertina  è Adriano Modica, oltre al lavoro in proprio fa il bassista con Marco Parente e con gli Ulan Bator; di conseguenza  l’ambiente sonoro  è compreso tra  la nuova scena autorale italiana e quello che fu il Consorzio Produttori Indipendenti. Cantautore e polistrumentista, Modica infarcisce le sue ‘piccole’ canzoni di suoni minimalisti e vintage, cita i maestri, per esempio, con l’ossessivo ’number nine, number nine…’ verso la fine di ‘Alieni’, con l’arpeggio e il cantato alla Leonard Cohen di ‘Il bastone e la scala’ per non dire dell’atmosfera wyattiana che si respira in ‘Alluminio’. Il disco è gradevole e intelligente, pop e sperimentale senza mai essere pesante. ‘La sedia’ risulta essere il terzo capitolo di una bizzarra ‘trilogia dei materiali’, un progetto che parte nel 2007 con ‘Il fantasma ha paura’ , disco di pietra, e prosegue nel  2008  con ‘Annanna’ , disco di stoffa, per concludersi con ‘La sedia’, disco, ovviamente, di legno. Del  disco d’oro, per adesso nessuna notizia! (Fausto Meirana)

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LOWLANDS – Beyond

Finalmente, dopo il buono ‘Gipsy Child’ del 2010, e l’altrettanto riuscito tributo a Woody Guthrie , sempre del 2012 (Better World Coming), il gruppo di Pavia centra il bersaglio; splendida copertina, ottime canzoni, energia a palate e la produzione a stelle e strisce curata  da Joey Huffman (Soul Asylum). ‘Beyond’ è un disco senza sbavature;  la voce e  i testi di Edward Abbiati non temono confronti, ormai, anche in campo internazionale, ma è il gruppo intero, trainato dalla poderosa sezione ritmica composta da ‘Rigo’ Righetti (basso) e Robby Pellati (batteria),  a rendere questo capitolo della discografia dei Lowlands un prezioso punto d’arrivo.  Sarà sufficiente l’ascolto del micidiale un-due-tre che apre la selezione per rendersene conto:  ‘Angel Visions’ è uno sferzante, energico brano di un minuto e mezzo a metà strada tra il grunge e il punk; ‘Hail Hail’, un chiaro inno di lunga vita al rock’n’roll, mentre  ‘Lovers and Thieves’, col suo epico ‘chorus’ potrebbe spazzare via mezza discografia dei Gaslight Anthem. Tra i musicisti ospiti anche gli americani  Mike Brenner  (dobro) e Robert Hunter (armonica), e lo stesso Huffman alle tastiere. (Fausto Meirana)

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MASSIMO BUBOLA  - In alto i cuori

Per questa nuova raccolta di canzoni, Massimo Bubola ha coniato la definizione di ‘Instant-songs’, visto che i temi trattati sono legati, quasi sempre, all’attualità e alla cronaca. C’è la costernazione per l’omicidio di un bimbo, la delusione nel vedere ‘Un paese finto’ e un sentore aspro e diffuso di rivolta. ‘Cantare e portare la croce’, recita il titolo di un brano, e Bubola lo fa con il suo solito, apparente understatement e gli arrangiamenti efficaci ma un po’ rilassati della Eccher band,  guidata dalle chitarre di Simone Chivilò. Nella sostanziale uniformità del materiale, confonde un po’ le acque l’inedita collaborazione con Beppe Grillo per il   lungo blues ‘Analogico digitale’ che, se non altro, fornisce un minimo di brividi elettrici e una giusta dose di grinta. Non tutto funziona sempre  a dovere, quindi, ma il brano che conclude l’album e lo battezza è un inno pieno di speranza, bello ed intenso come i suoi brani migliori. (Fausto Meirana)

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MASSIMO BUBOLA - In alto i cuori

E' IL VENTESIMO ALBUM DEL POETA E MUSICISTA VERONESE, TRA I PIÙ IMPORTANTI SCRITTORI DI CANZONI DEL NOSTRO PAESE, CHE PROSEGUE UN PERCORSO UNICO SUL VERSANTE DEL ROCK D'AUTORE. L'ALBUM “IN ALTO I CUORI” SI PUÒ DEFINIRE COME UNA SERIE DI "INSTANT SONGS/CANZONI ISTANTANEE", CARICHE DI TENSIONE MORALE E CIVILE. DA SEGNALARE IL BLUES ANALOGICO-DIGITALE SCRITTO CON BEPPE GRILLO CHE CONTRAPPONE LE DUE CULTURE QUELLA ANTICA DELL'UOMO E QUELLA ATTUALE E VIRTUALE. LA BALLATA “HANNO SPARATO A UN ANGELO” E’ DEDICATA ALL'OMICIDIO DI ZHOU ZENG E DELLA FIGLIOLETTA DI NOVE MESI JOY NEL GENNAIO 2012 A ROMA. A MORTE I TIRANNI UNA POTENTE BALLATA SULLA RIBELLIONE NEI SECOLI E IL SOUL FINALE IN ALTO I CUORI CHE DA IL TITOLO ALL’ALBUM. TRE ANNI DI LAVORO E UNDICI BRANI SELEZIONATI FANNO DI QUESTO LAVORO UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER LA CANZONE D’AUTORE ITALIANA E PER TUTTO IL MONDO DEL FOLK E DEL ROCK.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 22 gennaio 2013 al prezzo di 14,90 €
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GINO PAOLI & DANILO REA - Due Come Noi Che

 

Voce e piano, una bella sfida anche se si possiede uno dei più bei songbook della musica italiana: “Perduti”, “Averti addosso”, “Il cielo in una stanza”, “La gatta”, “Come si fa”. E insieme a questi, brani che provengono dall'universo dei cantautori genovesi, da “Canzone dell’amore perduto” e “Bocca di rosa” (versione rispettosamente strumentale) di De André a “Il nostro concerto” di Umberto Bindi, da “Vedrai Vedrai” di Tenco a “Se tu sapessi” di Bruno Lauzi. Niente di nuovo direte voi? E invece no, perché Rea compie il miracolo di restituire nuova aura a canzoni che l'avevano persa nei mille piano-bar della penisola. E anche la voce di Paoli, perfettamente a suo agio nell'intimità del dialogo, scopre nuove pieghe, commoventi ed esaltanti al contempo. Musica pura in stato di grazia. (Danilo Di Termini)

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MINA - 12 American Songbook

 

La spending review è arrivata anche a casa Mazzini e così il consueto doppio cd di Natale si è ridotto a uno. Questa la buona notizia; la meno buona è che le dodici canzoni appartengono a un songbook in cui convivono “Banana Split For My Baby” e “Just A Gigolo” dal repertorio di Louis Prima, standard come “Everything Happens To Me” e “I've Got You Under My Skin”, “Love me tender” di Elvis e “Have Yourself A Merry Little Christmas”. Purtroppo ogni versione ne fa rimpiangere, oltre alle originali, almeno altre venti, nonostante l'impegno di Danilo Rea alle tastiere, Massimo Moriconi al contrabbasso, Alfredo Golino alla batteria. La voce di Mina è petulante, a disagio negli slow e disastrosa quando accelera. La copertina, mediocre omaggio a Bille Holiday ne fa un perfetto regalo per parenti noiosi. (Danilo Di Termini)

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