Musica italiana

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MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO - McMao

Il MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO è il gruppo musicale italiano che si è fatto più notare negli ultimi anni tra gli artisti emergenti: vince vari e importanti concorsi nazionali, come l’Italia Wave o l’Upload Festival, e porta il suo sound originale e sfrontato anche all’estero, al Popkomm di Berlino e allo Sziget di Budapest. Miglior band emergente live del 2013 secondo il M.E.I., il MaDe DoPo ostenta sempre una forte ed estrosa personalità, ad ogni concerto e in ogni singola canzone, con l’intento di scuotere l’opinione pubblica e individuale, per lasciare un segno indelebile nella memoria e nello stomaco di chi ascolta, così come è accaduto al concertone romano del 1° maggio scorso. A due anni dal primo disco ufficiale “AUFF!!”, il Management del Dolore Post-Operatorio presenta il nuovo attesissimo album “McMAO”, prodotto artisticamente come il precedente da Manuele “Max Stirner” Fusaroli, distribuito da UNIVERSAL Music Italia, per l’etichetta Color Sound Indie - Alternative Produzioni, in associazione con MArteLabel. Sulla copertina dell’album c’è l’omonima opera d’arte dell’artista di fama internazionale Giuseppe Veneziano, autore anche delle altre coloratissime immagini contenute nel booklet. Con le undici canzoni che compongono “McMAO”, il MaDe DoPo reinventa un cantautorato elettrico italiano simile a nessuno, che affonda le radici nel rock con una vera attitudine post-punk. Sfiora e oltrepassa il suono new wave, dopo averlo ingoiato e assimilato, sperimenta sonorità cariche di elettronica e gioca al limite del progressive. Nei testi si celebra la folle gioia di vivere male, come metodo di sopravvivenza alla precaria esistenza quotidiana. Introspettive e visionarie, le tracce del nuovo disco incitano a smascherare rigidità e preconcetti sulla vita, attraverso il ghigno beffardo e la malinconia inquieta di un clown che srotola la verità con la profonda coscienza della propria responsabilità sociale, dell’importanza della propria arte. Nel sentire “McMAO” si avverte uno strano, ma ormai familiare, senso di disagio, di pericolo, ma anche di urgenza di fare e di agire, prima che la crisi finisca di distruggere quel poco che ci rimane, portandoci via tutto, compresi noi stessi, perché: "il destino è un colpo di biliardo: a volte la buca la decidi tu, a volte chiudi gli occhi, tiri e non ci pensi più" (cit. da “La Scuola Cimiteriale" in McMAO). Il Management del Dolore Post-Operatorio è composto da LUCA ROMAGNOLI – voce; MARCO DI NARDO – chitarre, synth e cori; NICOLA CEROLI – batteria e cori; LUCA DI BUCCHIANICO, basso. 

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 11 marzo 2014 al prezzo di 12,90 €

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NADA - Occupo poco spazio

“Occupo Poco Spazio” è il nuovo lavoro di Nada ed esce per l’etichetta Santeria. Proseguendo nel suo originale percorso creativo tra canzone d'autore, rock'n'roll e letteratura, Nada Malanima ha creato infatti un'opera di grande intensità, in cui il richiamo alla tradizione musicale italiana (su tutti Piero Ciampi) si fonde allo spirito libero che la contraddistingue. Già capitolo fondamentale nella discografia dell'artista livornese, “Occupo Poco Spazio” contiene dentro il suo guscio stilisticamente elegante un'energica anima punk che dà vita ad un pop colto e graffiante che sicuramente lascerà il segno nell'ascoltatore. Suonato in presa diretta da una piccola orchestra di musicisti fra i più apprezzati nel panorama indipendente italiano (già con Afterhours, Baustelle, Le luci della centrale elettrica, Calibro 35, ...), qui magistralmente diretti da Enrico Gabrielli, il disco racconta di storie piccole e grandi, di amori silenziosi, di solitudini, di scelte di vita difficili in un mondo che sembra aver dimenticato il significato più vero della parola Anima. 

CD in vendita da Disco Club a partire da mercoledì 12 marzo 2014 al prezzo di 16,50 €

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HOMUNCULUS RES - Limiti all'eguaglianza della Parte con il Tutto

Il compito del buon critico è di essere tale, ovvero prendere in analisi l’oggetto e, attraverso il verbo scritto, discernerne e possibilmente renderne edotti ed interessati i lettori. Detto questo parlo di un gran disco. Homunculus Res si iscrivono di diritto al Club dei Brocchi di canterburiana memoria e attraverso una materia trattata anacronisticamente ci proiettano verso uno dei futuri possibili della musica peninsulare. Vado di recensione: tutto in questo disco parla in un idioma che, attraverso l’utilizzo di stilemi musicali che spaziano tra il prog spinto e, come sopra citato, la più preziosa scena di Canterbury, mira alla conquista di orecchie sopraffine e stomaci degni di Jarry. Tutto in questo lavoro parla di musica importante, si lavora assai su controtempi, aperture che richiamano i classici e contrappunti baroque’n’roll e, campanilisticamente, Picchio del Pozzo. Se proprio devo essere critico, non necessariamente buono, confido che i ragazzi di Palermo lavorino maggiormente sul linguaggio testuale: d’accordo che l’ispirazione musicale,a cui i musicisti in questione attingono. già traeva dal dadaismo e dalla patafisica ispirazione per testi che più miravano ad assonanze e suggestioni piuttosto che su significati (e qui il tentativo non manca, anzi) ma, mentre apprezzo molto il citazionismo palese di grandi autori della canzone italiana, consiglio di stare attenti a non scivolare in una simpatica goliardia che rischia di mettere in secondo piano la perfetta esecuzione di una musica che, ribadisco, essere importante. Non me ne vogliano i musici ma questo è l’unico appunto ad un’opera che, di per se, definirei perfetta, ivi compresa quella copertina con testone che tanto richiama ben altri maestri. Non aspettate vada fuori catalogo per pagarlo poi un sacco di euro, vi ho avvisati. (Marcello Valeri)

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CLAUDIA CRABUZZA Y CLAUDIO GABRIEL SANNA - Un home del país-Cançons i records de Pino Piras

Isole nella corrente della memoria. Una corrente forte scorre nei brani di Un home del país / Cançons i records de Pino Piras. La prima isola è la Sardegna, la seconda l'enclave algherese dove si parla il catalano, la terza isola è quell'uomo straordinario che ha lasciato un'opera ancora tutta da esplorare che fu Pino Piras, uomo di teatro, oltre che di musica, scomparso nel 1989, a quarantotto anni. Da anni Claudia Crabruzza e Claudio Gabriel Sanna (che gli appassionati di folk progressivo rammenteranno per la partecipazione a gruppi eccellenti quali Chichimeca e Càlic) si danno da fare per onorarne la memoria: hanno inventato un premio in suo onore, Sanna ha digitalizzato l'archivio edito ed inedito dei brani e dei manoscritti di Piras. Questo cd, autoprodotto e distribuito su tronosdigitl.it è un tassello di memoria poetico ed indispensabile: per far tornare la lingua saggia, leggera ed ironica di Pino Piras. (Guido Festinese)

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MATILDE POLITI - Vacanti Sugnu China

Matilde Politi è nata a Palermo, e si è laureata nel 1999 in antropologia culturale presso la Facoltà di Sociologia della Sapienza di Roma. A questi due aspetti fondanti del suo carattere e del suo modo di guardare al mondo e alla vita, la sicilianità da una parte, la passione per le culture e il loro confronto dall'altra, Matilde affianca una formazione teatrale, avvenuta principalmente all'interno della Fondazione Pontedera Teatro, nell'ambito del teatro di ricerca. Un'esperienza teatrale, drammaturgica, che al canto la rende sottile e appassionata interprete, nel senso di ancor più veritiera, capace di custodire lo spirito, la funzione "concreta e magica", della musica di tradizione. Una musica folk, quella di Matilde, profondamente radicata nell'antica terra di Trinacria, attraverso l'uso di suoni, voci, dialetti, formule, repertori (si ascolti per esempio - qui - la resa impetuosa e corale del traditional "Ainavò", canto della mattanza, evocativa e drammatica descrizione in musica della tradizionale pesca del tonno in Sicilia), e strumenti della tradizione, e però innovata dall'interno, grazie ad un'intelligente apertura alle variegate sonorità del mediterraneo (africane, arabe, napoletane), e al gusto per la realizzazione di una nuova composizione popolare, splendidamente inscritta nel solco della formulaicità, e però attuale riflessione in musica e parole sulla profonda irrequietezza e instabilità, cha caratterizza il nostro agitato tempo presente. "Vacanti Sugnu China", infatti, armonico insieme di brani originali e tradizionali, sembra, la plastica rappresentazione, dal punto di vista femminile, dell'eterna dicotomia nell'animo umano tra staticità e dinamicità, tra il bisogno di restare, radicarsi, centrarsi, conservarsi, e quello di partire, muoversi, dimenticarsi, seguire il flusso della materia in movimento (si ascolti a questo proposito la conclusiva, sconsolata, e poetica "Mari mari"). Una dialettica destinata a non risolversi mai ovviamente, soprattutto in una cultura marinara e in una terra per molti versi così difficile come la Sicilia, e oggi ancor più esasperata in questo insidioso tempo di crisi che sfibra e sfilaccia, senza lasciare spazio a rassicuranti certezze. Ma è proprio su questa linea di confine tra i due stati d'animo, sorta di produttiva cresta d'onda sulla quale stare funambolicamente in equilibrio, che Matilde, nonostante il rimpianto, sembra trovare un senso di pace, ricchezza interiore, e leggerezza (d'altronde "vuota sono piena" recita il titolo dell'album). La Politi, come già detto, è una valente cantante, emozionante, trascinante, con una splendida voce, intonata sul registro medio alto, piena di forza e grazia, che pur conoscendo la lezione dirompente di una Rosa Balistreri, ricorda molto più da vicino (mutate le cose da mutare) le appassionate "scorribande" di una Teresa De Sio; e un'abile polistrumentista (chitarra, fisarmonica, tamburello, percussioni, marranzano), oltre che apprezzabile autrice e arrangiatrice. In questo lavoro coinvolgente e suggestivo, la accompagna un energico quartetto, spesso ardito nelle soluzioni armoniche e nella ricerca timbrica (pensiamo soprattutto alle corde di Gabriele Politi), perfettamente in sintonia con il suo coraggio e la sua vitalità, composto da Simona Di Gregorio (voce, organetto diatonico, marranzano, tamburello, percussioni), Gabriele Politi appunto (violino, viola, mandolino, oud, cori), Doudou Diouf (flauto tokhoro, voce, banjo, chitarra acustica, basso elettrico, djembe, percussioni), e Lelio Giannetto (contrabbasso, cori). Nell'alveo profondo della musica popolare siciliana, la fotografia di una moderna condizione esistenziale. (Marco Maiocco)

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ANTONY/BATTIATO – Del Suo Veloce Volo

Uscirà il prossimo 26 Novembre con il titolo “Del Suo Veloce Volo”. Si tratta di un album unico ed irripetibile che ripercorre la magica serata dal vivo che si è tenuta lo scorso 2 Settembre all’Arena di Verona. Uno show dove la storia della musica italiana ha incontrato la voce più interessante degli ultimi anni. Un concerto memorabile dove Antony e Battiato si sono esibiti insieme per la prima volta, accompagnati dalla Filarmonica Arturo Toscanini. Si sono conosciuti ai tempi di Fleurs 2, quando Battiato chiese ad Antony di poter inserire nel disco la rivisitazione della sua “Frankestein”, trasformata e adattata nel brano “Del suo veloce volo”. Antony poi partecipò alla registrazione duettando con il cantautore siciliano e si lasciarono con la reciproca promessa di fare qualcosa insieme un giorno o l’altro. Promessa che si è concretizzata in questo memorabile concerto dal vivo e nel conseguente album live che ripercorre i momenti più intensi delle due rispettive carriere. 

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 26 novembre 2013 al prezzo di 20,90 €

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