Musica italiana

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CESARE CARUGI – Pontchartrain

A due anni dalla pubblicazione di Here’s To The Road, recensito in termini entusiastici dalla stampa specializzata,  il musicista toscano Cesare Carugi ripropone un altro viaggio sonoro all’interno della musica delle radici e del songwriting americano. Pontchartrain non lascia spazio a fraintendimenti: i punti di riferimenti sonori dell’album vanno cercati oltreoceano. Nell’incedere ora intenso, ora trasognato di ballate come Troubled Waters, Carry The Torch e Drive The Crows Away si percepisce un legame profondo con artisti come John Hiatt, Jackson Browne o Ryan Adams . Il blues e il folk sono punti di riferimento essenziali per Cesare Carugi, ma non mancano sporadici ed interessantissimi riferimenti alla poetica inquieta di Nick Cave e alle sonorità grezze ed esplosive tipiche del punk. Pontchartrain, che si avvale anche della collaborazione di Paolo Bonfanti, è un viaggio lungo le “strade blu” d’America. Un viaggio fatto di  sogni condivisi e repentine devastazioni (a New Orleans come in Emilia). E di una certezza che è in grado di ridare speranza: quella che” una buona canzone può portarti lontano”. (Ida Tiberio)

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MASSIMO PRIVIERO - Ali di libertà

Esce il 24 settembre il nuovo album di MASSIMO PRIVIERO. L'artista, milanese d'adozione e veneto di origini, da' alle stampe il 13° album ufficiale della sua carriera. Si tratta di un disco di inediti che esce a distanza di sei anni dall'ultimo. ALI DI LIBERTA' celebra i 25 anni di vita artistica, vissuta con la forza del suo rock d'autore dall'impatto emotivo travolgente. Considerato da più parti come uno dei "figli migliori" di Dylan e Springsteen, Priviero ha nelle capacità vocali e nella ricerca poetica le sue armi più belle e ci piace ricordare come un suo album passato sia stato prodotto, unico in Europa, da "Little" Steven Van Zandt. 

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 24 settembre al prezzo di 14,50 €

vedi sotto video

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MANDILLÄ - Da O Vivo

Nell’ampio bacino dei gruppi che si ispirano a Fabrizio  De Andrè,  i Mandillä si ritagliano uno spazio originale, andando ben oltre la riproposizione a carta carbone del vasto repertorio, come molti; la novità, piuttosto significativa, è la traduzione di alcuni brani in lingua genovese per il loro esordio con questo ‘Da O Vivo’. Ben otto degli undici brani sono quindi in versione dialettale, mentre i rimanenti tre fanno parte del repertorio già in lingua del cantautore. Il gruppo nasce nel 2008 da un’idea di Giuseppe Avanzino e Corrado Barchi (che lascia il gruppo nel 2010) ma solo nel 2011 produce un cd promozionale di quattro brani, che viene venduto ai concerti. Il difficile lavoro di traduzione dei brani, accurato anche quando devia dalla traduzione letterale per ragioni di metrica, è  stato curato da Avanzino che è anche la voce solista del gruppo, una voce calda e genuina. La registrazione dal vivo, in un piccolo teatro, non fa che confermare la bontà del progetto, pur suonando a tratti un po’ ruspante. (Fausto Meirana)

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SANCTO IANNE – Trase

Nell'affollato, contraddittorio, comunque vitale sottobosco del folk revival e progressivo italiano, una realtà che assomiglia al profilo di una costa frastagliata e continuamente cangiante, un posto d'onore è giusto che sia rivendicato ai sanniti Sancto Ianne. Perché ci sono gruppi che fanno la differenza, pur muovendosi in ambiti anche molto frequentati. I Sancto Ianne impastano assieme canzone d'autore, nobili ricordi folk, perizia vocale e strumentale, gusto per il timbro e il gesto sonoro spiazzante: sia una citazione da Iacopone da Todi infilata in mezzo a una canzone, il chiamare Silvio Orlando a dare voce e fiato a un brano, il costruire uno strumentale come Judeca, dedicato alla comunità ebraica di Benevento, che sembra avere il profumo dei secoli, e invece è stata appena scritta. E poi ci sono le voci, palpitanti come furono quelle della gloriosa Nuova Compagnia di Canto Popolare: è stato già detto, ma lo ribadiamo. Loro ne sono legittimi eredi. (Guido Festinese)

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BERSERK! - Berserk!

"Quando le persone credono ai confini, finiscono per farne parte", diceva quel gran personaggio che era Don Cherry. Lorenzo Esposito (voce magnifica sulle tracce di Demetrio Stratos, chitarra, elettronica) e Lorenzo Feliciati (bassi ed elettronica), ideatori del progetto Berserk! per l'avventurosa etichetta inglese RareNoise - fondata da italiani - non credono ad alcun confine di genere. Assieme a gente come il gelido, magnifico chitarrista nordico Eivin Aarset, Pat Mastellotto, un Gianluca Petrella sempre più musicista mutante e non puro jazzista confezionano un disco sublime, che ha la densità claustrofobica di certe avventure art rock continentali ( King Crimson, Magma), il coraggio dell'avantjazz spericolato, le derive psicheliche di un tempo che fu, e perfino certa attonita, dilatata fissità del trip hop. Ascoltati di recente al Gezmataz Festival, hanno aggredito (e convinto) il pubblico con il loro velluto oscuro avvolto attorno ad un nucleo di metallo. (Guido Festinese)

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LINO STRAULINO – Mosaic

Non sarà l'unico, certo, ma di sicuro Lino Straulino con le sue canzoni è uno dei segreti dell'eccellenza meglio custoditi della Penisola. Da molti, molti anni il cantautore friulano innamorato anche delle tradizioni popolari porta avanti una scelta fatta di rigore assoluto: canzoni nella sua lingua, senza il benché minimo cedimento alla retorica delle "piccole patrie" leghiste: anzi, qui il friulano diventa cifra universale come il genovese per il Signore Che S'Innamorava Di Tutto. In più Straulino ha anche un'attenzione costante per i poeti nella sua lingua: portarli in musica è una fatica che merita l'investimento di sudore. Immaginate il tutto su una voce sognante gonfia di armonici, e su un tessuto di pennate e di arpeggi che rimandano a Crosby e a una West Coast di quattro decenni fa, e capirete perché Straulino è tanto grande quanto modesto. E perché chi ama le canzoni vere deve mettersi in ascolto. Registrazione dal vivo a Lugano, impeccabile. (Guido Festinese)

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