Musica italiana

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NEWS FOR LULU - Circles

"Circles" ,terzo album sulla lunga distanza dei NEWS FOR LULU, è stato registrato e mixato  da Ben Brodin (Mynabirds, Bright Eyes) presso gli Another Recording Company Studios di  Omaha in Nebraska, e masterizzato a New York dal guru Joe Lambert, uno che si è occupato  dei dischi di Animal Collective, The National e Deerhunter, solo per citarne alcuni. Tra gli ospiti troviamo lo stesso Brodin e le incredibili voci di Laura Burhenn (Mynabirds,  Postal Service) e Orenda Fink (Azure Ray).  Il disco, il cui artwork è stato realizzato dal celebre illustratore americano Robert Beatty,  esce per l’etichetta Urtovox oltre che su CD anche in edizione limitata (500 copie) su vinile  180 grammi con CD allegato.    “Circles” non è un concept; è un disco che parla di momenti simili in situazioni diverse, di  barriere, di sabotaggi incoscienti ma in fin dei conti volontari, di strade lunghissime che  riportano agli stessi checkpoint. Musica solare e fruibile che si intreccia con testi lunari di  chiara matrice internazionale. Canzoni che per come sono state pensate e rese, per come  suonano e per quel che trasmettono, rapresentano davvero la perfezione.   Come un cerchio. Canzoni eleganti e ricercate,ricche di melodie,figlie di un processo di  maturazione musicale lungo dieci anni, che omaggiano Herry Nilson ed il miglior pop  sognante dei tardi 70 (Fleetwood Mac) e che rielaborano la psichedelia come fatto da  Band  of Horses di "Cease To Begin".

CD in vendita da Disco Club a partire da mercoledì 1 ottobre al prezzo di 15,30 €

vedi sotto video

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MICHELE SAVINO – Piacere di conoscervi

Michele Savino, qui all’esordio con un EP di sei canzoni, è un pianista e cantautore genovese, affascinato da un certo tipo di canzone d’autore che flirta con il jazz; qui convince di più nelle canzoni che fanno riferimento, consapevolmente o no, ad artisti come Sergio Caputo, come la spiritosa e divertente ‘Il Cornicione’ o al primo  Vinicio Capossela come la ‘Vicoli’ dedicata ad una città di mare che conosciamo bene… Questi i brani che emergono, ma c’è comunque  dell’altro: ‘L’ultimo giorno di stage’ tocca l’argomento del lavoro precario, descrivendo una situazione purtroppo tipica del lavoro giovanile (e non), sempre senza sbandare verso la seriosità, piuttosto, azzarderei,  con rassegnata allegria. Anche l’ironica ‘Volevo Essere Umberto Eco’ gioca bene con trame e titoli dello scrittore, mentre la ballata (forse) autobiografica ‘E’ Solo Orgoglio’ si stacca un po’ troppo dal tono generale del disco che viene invece esaltato dal frizzante divertissement swing di ‘Se Potessi Dirti Tutto’. (Fausto Meirana)

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PAOLO BONIFACIO - Back To Back

Leggere tra i titoli di un disco “Bella Ciao” e “Creuza de Ma” può ingenerare una certa apprensione: troppi misfatti sono stati perpetrati nel nome dell’inno partigiano e di Fabrizio De André.  Invece al ligure di nascita e giramondo per necessità (o forse anche inclinazione, a giudicare dalla quantità di luoghi eletti a dimora e ispirazione, dalla Scozia al Brasile, dal Canada alla Francia) riesce una rilettura coerente e autentica (per “Bella Ciao” si tratta in realtà di una traduzione in inglese. che non dispiacerebbe a Billy Bragg). Gli altri brani, tutti originali, fanno emergere una capacità cantautorale fuori dal comune, senza finte tristezze e compiacimenti; ma Bonifacio è anche un chitarrista versatile (le citazioni jazz di “Pigalle”, due brani strumentali eterei e celesti come “Archways 45” e “46”) e virtuoso (senza mai scadere nel tecnicismo fine a se stesso) oltre che un ottimo assemblatore di musicisti come dimostrano i dodici compagni di strada coinvolti. E per finire un’incisione equilibrata e limpida per un esordio davvero convincente. (Danilo Di Termini)

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GIARDINI DI MIRÒ - Rapsodia Satanica

Sesto album per i Giardini Di Mirò che contiene le musiche originali ispirate dal film di Nino  Oxilia "Rapsodia Satanica", realizzato nel 1917 ed interpretato dalla diva del cinema muto  Lyda Borelli. Nuovo album a tutti gli effetti quindi e non un progetto speciale, “Rapsodia Satanica” è un componimento estremamente libero, suonato con un piglio luciferino, dove  le componenti tipiche della rapsodia, dell'improvvisazione, della libertà compositiva e delle  variazioni ritmiche ed armoniche sembrerebbero promanare da Mefisto in persona.  "Rapsodia Satanica" è una lunga suite strumentale che riporta in musica la voce di un  moderno rapsodo, con il suo canto tra lirismo ed epicità. Le registrazioni fatte per lo più in  presa diretta, limitando al massima le sovra‐incisioni, testimoniano e rafforzano l'intento di  dare al suono una terza dimensione, quasi dovesse uscire dal disco ed accerchiare  l'ascoltatore. Per la band non si tratta della prima esperienza di questo tipo; ma  diversamente delle esperienze precedenti le musiche di “Rapsodia Satanica” introducono  nuovi elementi, si sentono influenze blues, sonorità mediterranee e orientali, influenze di  musica contemporanea e ambient, il tutto all'interno di quelle trame musicali che  caratterizzano il suono dei Giardini di Mirò sospeso tra post rock, elettronica, psichedelia e  noise. Un amalgama sonoro razionale ed epico tra cuore e cervello. Nel disco suonano Jukka Reverberi (chitarra, basso, elettronica, armonica, voci), Corrado  Nuccini (chitarra, elettronica), Emanuele Reverberi (violino, tromba, saz, campane) Luca di  Mira (pianoforte, tastiere), Andrea Mancin (batteria) Lorenzo Cattalani (batteria), Mirko  Venturelli (basso)

CD in vendita da Disco Club a partire da mercoledì 17 settembre 2014 al prezzo di 15,50 €
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CRISTINA DONA' - Così vicini

Il nuovo album, il settimo di studio, nasce da un lungo lavoro e viene pubblicato quattro anni dopo l'acclamato Torno a casa a piedi. Cristina ci ha abituati a lunghi periodi di esplorazione introspettiva e artistica, dai quali riemerge regolarmente con opere sorprendenti e mai uguali a se stesse. Una delle artiste più rappresentative degli ultimi venti anni, perché sempre in grado di rinnovarsi, da anni Cristina Donà è un punto di riferimento nell'universo musicale italiano nonché figura ispiratrice per le nuove generazioni di artisti. Le nuove canzoni, scritte insieme a Saverio Lanza, che ha prodotto l'album, sorprenderanno per il fascino degli spazi evocati e l'originalità espressiva. Cristina Donà è stata, a partire dalla metà degli anni ’90, una delle voci più originali della scena musicale italiana. Accanto a gruppi come i La Crus, gli Almamegretta, gli Afterhours o i Marlene Kuntz ha contribuito a definire una nuova stagione del rock di matrice mediterranea, riuscendo a conquistarsi il plauso di gente come Robert Wyatt, David Byrne e Peter Walsh. Prima artista italiana a esibirsi al Meltdown Festival di Londra, Cristina Donà è sicuramente una delle poche artiste italiane capaci di “rivaleggiare” con le grandi colleghe all'estero che, proprio come lei, a partire dagli anni ’90 hanno reinventato il modello di interprete femminile nell’ambito della musica.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 23 settembre 2014 al prezzo di 19,50 €
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LA ROSA TATUATA - Scarpe

E' una cosa così, una sensazione che arriva all'improvviso. C'è un attimo, un attimo brilla in una scheggia di tempo piccolo come un pulcino, una frazione di secondo dopo è svanita. Uno, nella vecchia Genova rancorosa e disillusa, sta ascoltando un cd nuovo, del buon rock, fatto con tutta la nobiltà artigiana che merita, al di là di ogni retorica, ed all'improvviso vede un sorriso che lampeggia tra le nuvole, forse è una nuvola stessa che ci è apparsa in forma di sorriso in quella frazione di secondo. E' non è il sorriso solo, come quello del gatto di Alice, c'è un guizzo d'occhi con una luce indimenticabile, e un cranio lucido, e due braccia muscolose e tatuate e spalle potenti. Su una spalla c'è tatuato “Vele ancora tese, bandiera genovese”. Chissà. Loro, quelli del rock nobile e artigiano in questo disco fatto di sangue e di plettri e di  scarpe e chilometri hanno scritto che “niente è eterno quaggiù”. Appunto. Ma lassù è diverso, e Max batte il tempo col piede, e sorride alla “sua” Rosa Tatuata, a Giorgio Ravera, a Paolo Bonfanti. Gli hanno ridato la sua musica e la sua Rosa. Tutto è eterno, lassù. (Guido Festinese)

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