Articoli miscellanea
| 29 Agosto 2010
DISCO MIX a cura di Jedediah Leland
la musica che ci pare e piace
L'estate volge al termine, le località di villeggiatura sono percorse dagli ultimi vacanzieri, zombie che si aggirano, la testa già al lavoro, tra le bancarelle (con gli hippy che vendono collanine che dialogano con l'indiano e i suoi gioielli: "la crisi si sente, non si è venduto niente quest'anno"), mentre le città si ripopolano inesorabilmente. I tour estivi si trascinano stancamente in attesa della rentrée, tutti si preparano ad un autunno forse più caldo dell'estate. L'agosto musicale 2010 ha esploso i suoi ultimi botti con Antonello Venditti che ha finalmente ammesso in un'intervista al Corriere della Sera del 19 agosto di aver visto, all'età di cinque o sei anni, un disco volante: "Un disco grande, avrà avuto un diametro di dieci metri. Nella parte inferiore c'erano tre appendici a forma di ventosa, mentre in alto, dove era visibile una cupoletta che assomigliava a un grande bitorzolo, si notava un oblò...". Qualche giorno dopo gli ha risposto da par suo Gianna Nannini, annunciando a 54 anni (o 56 dicono i bene informati) di aspettare un figlio (se c'è una relazione tra i due avvenimenti trovatela voi). Per riprendersi non resta che un tuffo nel passato ricordando estati ben più propizie di questa: il 23 agosto 1994 usciva "Grace", l'unico album di Jeff Buckley (e l'ep precedente, il "Live at Sin-è", era stato registrato nell'agosto '93), probabilmente il più importante disco dell'ultimo decennio del secolo scorso.
Diciannove anni prima e due giorni dopo, il 25 agosto 1975, sempre la Columbia pubblicava il terzo ellepi di Bruce Springsteen, "Born to run", trentanove minuti e ventidue secondi che avrebbero consegnato il nostro alla Storia. Per superare la depressione del temporale estivo che sigillerà definitivamente la stagione, vi consigliamo le inevitabili de-luxe edition di entrambi i titoli. Per Buckley una versione estesa del disco originale con l'aggiunta di un cd (che comprende tra l'altro "Forget Her", originariamente esclusa da Buckley per motivi sconosciuti) e un dvd; per il Boss il video di un concerto all'Hammersmith Odeon e un documentario - "Wings For Wheels: The Making of Born to Run" con interviste e materiale d'archivio. Aspettando il 16 novembre per "The Promise: The Darkness on the Edge of Town Story Unveiled" , due cd con 21 canzoni inedite dalle sessioni del secondo disco, uscito l'11 settembre 1973. Ma quella è un'altra data...
Diciannove anni prima e due giorni dopo, il 25 agosto 1975, sempre la Columbia pubblicava il terzo ellepi di Bruce Springsteen, "Born to run", trentanove minuti e ventidue secondi che avrebbero consegnato il nostro alla Storia. Per superare la depressione del temporale estivo che sigillerà definitivamente la stagione, vi consigliamo le inevitabili de-luxe edition di entrambi i titoli. Per Buckley una versione estesa del disco originale con l'aggiunta di un cd (che comprende tra l'altro "Forget Her", originariamente esclusa da Buckley per motivi sconosciuti) e un dvd; per il Boss il video di un concerto all'Hammersmith Odeon e un documentario - "Wings For Wheels: The Making of Born to Run" con interviste e materiale d'archivio. Aspettando il 16 novembre per "The Promise: The Darkness on the Edge of Town Story Unveiled" , due cd con 21 canzoni inedite dalle sessioni del secondo disco, uscito l'11 settembre 1973. Ma quella è un'altra data... Aggiungi commento
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Ignoriamo se le raccolte siano inedite solo nella forma - in pratica nella compilazione - o anche nel contenuto: il lancio pubblicitario in proposito è ovviamente ambiguo; ma tant'è, la cosa che più colpisce, è che lo storico quotidiano della borghesia italiana e la rivista ammiraglia della potenza editoriale Mondadori (di cui forse non è superfluo ricordare la clamorosa legge 'ad aziendam' di cui si parla in questi giorni), non siano minimamente turbati dalla convivenza, seppur in allegato, con una da delle icone più classiche della sinistra. A qualcuno il discorso sarà già venuto a noia: ancora con queste divisioni ("che cos'è la destra, che cos'è la sinistra" cantava uno che avendo sposato Ombretta Colli di contraddizioni se ne intendeva), in un'epoca di globalizzazione, di post-tutto, ancora un discorso così 'retro', legato a schemi ormai vetusti e inservibili? Avrete notato che non siamo stupiti dal fatto che i Nomadi abbiano deciso di proporre stancamente il loro repertorio beat-gucciniano in salsa centro sociale con due testate così distanti dal loro vissuto e dal loro raccontato: da qualche anno, dopo la scomparsa della sinistra o dopo l'era Veltroni (che ci sia un legame?), le icone tutte, si sono limitate a tirare a campare, cercando di mettere insieme, ove possibile, il pranzo con la cena. Quello che colpisce ancora una volta è il pragmatismo del capitale (c minuscola please) che non si perita di guadagnare stampando "Auschwitz" e "Dio è morto" con tanto di commento dell'unico membro originario rimasto e del critico italiano dell'establishment. Va tutto bene, per carità, ma almeno "Noi non ci saremo".
(Bambino) - Che cos'è un giradischi? (U) - Era l'apparecchio con il quale si ascoltavano i dischi. (R) - Aveva le playlist? (U) - No, ogni volta che mettevi un disco lo sentivi per intero. Oppure sentivi una canzone, poi lo mettevi a posto e ne prendevi un altro.(R) - Così ci mettevi un sacco di tempo però.(U) - No, una canzone durava esattamente quanto adesso. O forse noi avevamo più tempo, non so. (R) - Ma come facevi ad ascoltarli nell'iPod o nel telefonino? (U) - L'iPod non c'era e nemmeno i telefonini; e se avessi detto a qualcuno di ascoltare la musica per telefono ti avrebbe preso per pazzo. La musica si ascoltava a casa, con l'impianto hi-fi, magari insieme agli amici. (R) - E come facevi a prestare la musica ai tuoi amici? Quel robo lì non ci sta mica in una chiavetta usb. E nemmeno puoi spedirlo col bluetooth. (U) - Si prestava il disco; a dire il vero io non li prestavo per paura che non me li restituissero o me li rovinassero. (R) - Rovinassero? (U) - Sì, il disco era piuttosto delicato e se si graffiava poi si incantava o saltava addirittura. Però potevi registrarglielo su una cassetta? (R) - Una cassetta? (U) - Già, non hai visto mai nemmeno una cassetta vero? Era una piccola scatola di plastica, con del nastro magnetico... (R) - Scusa, nonno, mi passi il telecomando? Scende dal divano e alza il volume della tv. Scorre il video di "Alejandro" di Lady Gaga.
coperta in maniera sospetta (c'erano ancora biglietti ...) con tre articoli in successione e addirittura triplo paginone a firma di Roberto Saviano. D'altra parte l'incontro tra chi sta tentando di aumentare la percentuale dei fondi erogati per gli aiuti umanitari al Terzo Mondo e la "Voce che si oppone al Potere" (cito Dal Lago, ma consiglio vivamente di leggerlo: "Eroi di carta" pubblicato da "il Manifesto") non poteva meritare di meno. La conversazione sfiora vette altissime: "Ho proprio la sensazione che l'Italia sia come un luogo sacro, adoro i particolari italiani: la famiglia, l'aroma del caffé, il collo di una donna, ad esempio" dice il Bardo di Dublino. "Cerco di spiegare perché tutto è così ideologico, perché in Italia spesso sembra esserci una battaglia tra contrade, dove bisogna pensarla in serie, e quasi mai c'è un confronto sui fatti. La cappa delle ideologie anestetizza ogni dialogo come se compromettesse il futuro" risponde la nostra icona. Poi passa Edge che lo ringrazia per essere venuto e la conversazione volge al termine. I due si abbracciano e Saviano torna in auto dove la scorta canticchia "One", la sua preferita. Tutto molto commovente. Noi ci limitiamo a segnalare l'altra data italiana del 360° tour, l'8 ottobre prossimo a Roma: i prezzi sono gli stessi di Torino ("Gli U2 hanno un piccolo problema. Devono dimostrare ogni volta di essere quello che la storia rock degli ultimi decenni gli ha assegnato come ruolo, ovvero la più grande rock band del mondo" scrive Castaldo) e cioè dai 34,50 euro del Secondo Settore Distinti Sud Ovest Numerato ai 287,50 del Prato Red Zone. Avete letto bene: anche lui in fondo, è un uomo e non un santo. "With or without youuuuuuu"....
Non so se il ragazzo stia facendo lo spiritoso, ma la sua frase è davvero inquietante. Certo, lui magari all'epoca non era ancora nato e quindi non è solamente un problema di mancanza di memoria storica delle nuove generazioni. A scuola non gliel'hanno insegnato (anche ai nostri tempi si arrivava a stento alla prima guerra mondiale d'altra parte e non credo che le varie riforme succedutesi abbiano migliorato la situazione; peraltro la materia non è mai stata nel programma di studio). Non sorprende tanto l'ignoranza, quanto la mancanza di curiosità, se non proprio il completo disinteresse verso la conoscenza del passato, condiviso o meno. Eppure gli strumenti ci sono e sono tutti a portata di mano: anche se la consultazione di ponderosi e polverosi tomi è stata ormai abbandonata, una qualunque ricerca su Google risolverebbe in pochi minuti ogni tipo di lacuna. Certo, poi va tutto verificato perché il web non è la Bibbia, però insomma, un minimo d'iniziativa sarebbe già un segnale e invece niente: "il 2 agosto 1980 esce il primo album dei Saxon"! Allora riproviamo a mettere ordine: il primo e omonimo album dei Saxon esce il 21 maggio 1979; il 5 maggio 1980 esce il secondo "Wheels of Steel"; quanto al due agosto 1980 se nessuno dei 22 ministri, 9 sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio, 4 vice ministri, 25 sottosegretari, riesce ad essere presente alla commemorazione di un strage fascista e di stato come quella della stazione di Bologna, ma perché un ragazzo di vent'anni che ascolta obsoleto heavy metal dovrebbe sapere che cos'è accaduto?
ogni tipo di musica – da Beethoven a Chuck Berry, da John Cage a Chet Baker – abbiamo isolato una particolare forma musicale, trasversale alle comuni classificazioni, ma che contiene in sé il germe della malinconia. Forse perche´di qualunque viaggio si tratti, non manca mai una nota di tristezza, forse perché in coda verso l´Adriatico non vi sono eccessivi motivi di allegria, abbiamo accertato, senza ombra di dubbio, i seguenti compagni di viaggio ideali: il blues, ma solo quello rurale e non elettrico; il cool jazz, ma eseguito da piccoli gruppi e mai da orchestre. Vanno bene anche Tim Buckley (in particolare i primi due album) e il figlio Jeff, che non avendo praticamente conosciuto il padre ed essendo scomparso dopo un solo album all'attivo, offre spunti di amara riflessione in consonanza con la situazione del primo autogrill che incontrerete. Perfetta Cesaria Evora, tutto il fado, quello moderno di Mariza, se proprio non volete fermarvi alla monumentale Amalia Rodriguez. Anche il tango può dire la sua, meglio se cantato da Roberto Goyeneche (uno che Paolo Conte – va bene anche lui, fino ad "Aguaplano", dopo solo se avete l'autista – ha studiato senza alcun ritegno). E se proprio non potrete fare a meno di un po´di sano rock n´roll non ci sono dubbi: Creedence Clearwater Revival. "I Heard Through The Grapewine" e buone vacanze.
Proprio guardando la copertina di quest'ultimo - una palla da biliardo gialla e una rossa - ci si comincia a porre delle domande: in quale modo questo disco ha segnato la nostra giovinezza e come mai si trova ancora qui? Ma non c'è tempo di rispondere, bisogna continuare a inscatolare. Allora si passa velocemente ai dischi inutili (impossibile fare una lista), ai dischi ancora sigillati (c'è l'ultimo Micah P. Hinson, ma anche "The end" di Nico), a quelli ascoltati una volta e mai più (Attila Zoller per esempio, un chitarrista ungherese scomparso nel 1998 e da allora ovviamente rivalutato; mi annoto mentalmente di risentirlo). La prima riflessione è che se avessimo comprato metà dei titoli che infestano il nostro nuovo appartamento e se di questi ne avessimo ascoltato attentamente almeno la metà, saremmo sicuramente uomini migliori. A corollario di questa profonda speculazione sorge spontanea una domanda: perché? (Gli americani avrebbero scritto Why? e fa tutto un altro effetto.) Al momento di impacchettare con il bollicinato l'adorato preamplificatore a valvole, qualche risposta uno prova anche a darsela: amore per la musica, ansia di possesso, volontà di potenza (nel più puro prospettivismo nietzscheano). Ma nessuna sembra cogliere in pieno il viluppo di sentimenti e pulsioni che spingono all'incontrollabile desiderio di acquistare il 'nuovo' live di Otis Redding per il gusto di avere i tre set completi di quel concerto al Whisky A Go-Go del 1967. Non resta che arrivare nella casa nuova, rimontare in fretta l'impianto, scartocciare tutto e mettere sul giradischi l'infinito "The freewheelin' Bob Dylan": "The answer my friend, is blowin in the wind".
il terzo lo abbiamo scoperto per caso, al termine di Uruguay – Sudafrica (32,40%) quando, durante un round del secondo sport nazionale maschile, lo scanalamento selvaggio, siamo rimasti abbacinati dall'immagine di un simil-Michael Jackson (che ricordava invero un triste Pulcinella, in cerca di qualche spicciolo) sbalzato nel bel mezzo dell'Arena di Verona. Non ci eravamo ancora ripresi dallo choc ed ecco apparire una coppia che danza, senza alcun tentativo di apparire in sintonia con la musica, con passi che vanno dal tango al rock 'n' roll. Sullo sfondo, all'improvviso, si erge lui, il BerryUait de noartri (ma lui si sente più vicino ad Isaac Hayes), Mario Biondi, uno che ha fatto da corista per gente come Fred Bongusto, Peppino Di Capri, Califano, Fiorello. Aguzziamo le orecchie per cercar di capire cosa stia biascicando con la sua voce che tanto piace alla gente che piace. Ci viene in aiuto un sottotitolo che conferma il sospetto: si tratta di "Rock with you", un singolo di Jackson (ecco spiegata la controfigura) tratto da "Off the wall". Il divino trascina la sua voce stancamente, ma con aria ispirata e distaccata. Con uno sforzo sovraumano riusciamo a schiacciare il telecomando. Post scriptum: questo articolo è stato scritto prima che andasse in onda "Una voce per Padre Pio", domenica 20 giugno su Rai 1, trasmissione presentata da Massimo Giletti e Alessandra Barzaghi con la partecipazione straordinaria di Emanuele Filiberto. Tra i cantanti partecipanti Valerio Scanu, Marco Carta, Albano, Ivana Spagna e Michael Sembello (quello di "Maniac", dal film "Flashdance"), che dopo una visita a San Giovanni Rotondo ha scritto per Padre Pio l'inedita "Solitary Man" e per la prima volta la eseguirà in tv. Nemmeno un miracolo salverà la musica in TV.