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Progressivamente Pop: intervista a Corrado Barchi Progressivamente Pop: intervista a Corrado Barchi

Corrado fotoCorrado Barchi è un musicista, produttore e fonico molto noto in Liguria, e non solo. Ha fatto uscire il suo nuovo CD, Progressivamente Pop per la Nadir Music di Genova. E' un bellissimo lavoro, con tredici brani che incrociano la tradizione del rock sinfonico inglese (in particolare Genesis, da sempre il grande amore dell'autore) ed il gusto per la canzone del pop progressivo italiano degli anni Settanta (un nome su tutti: la PFM). Nei brani di Progressivamente Pop – estremamente stratificati, cangianti e ricchi di eleganti atmosfere – la cura certosina per la scrittura musicale e le tecniche di produzione, unite all'abilità di Barchi in sede esecutiva, ci consegnano brani melodici e barocchi, ora più romantici e ora più rock, sempre all'insegna della raffinatezza. Gli impasti strumentali vedono in primo piano tastiere e synth, tuttavia mai soverchianti e con un uso accorto dell'elettronica. Una menzione speciale per i testi, tutti cantati (in italiano) da Corrado: suggestivi e ricchi di immagini, sovente poetici, veramente in linea con la migliore tradizione del prog italiano anni '70. Ma lasciamo la parola all'autore del disco.

1) Corrado, il tuo primo disco uscì agli inizi degli anni Novanta; cosa è cambiato, da allora, in te e nel tuo modo di fare musica?
Il primo disco risale al dicembre del 1991, fu auto-prodotto e purtroppo non venne praticamente distribuito, fu realizzato con i mezzi tecnici dell'epoca e nacque in un periodo della mia vita denso di grandi cambiamenti, un periodo dove avevo abbandonato la vita del musicista, professionista consumata in un ambiente che artisticamente non mi dava più soddisfazioni, ma soltanto discreti riscontri economici. Dalle mie frustrazioni artistiche nacque quel lavoro che decretò un totale cambiamento nella mia carriera di musicista. Nacquero in pochi mesi i brani di Barcamenandosi, tutti rigorosamente strumentali, che spaziavano dal genere pop-new wave al genere rock progressivo; credo sia stato un buon album, purtroppo la mancanza di una distribuzione lo fece finire presto nel dimenticatoio. Sono passati ventisei anni e sono cambiate tantissime cose, ho lavorato a moltissimi progetti, spaziando attraverso diversi generi musicali ed aumentando di conseguenza la mia esperienza come compositore, arrangiatore, producer e imprenditore musicale.


2) Vuoi raccontarci il tuo lavoro di gestazione del nuovo disco e dirci in particolare cosa rappresenta per te?
Dopo tanti anni trascorsi a scrivere musica per altri, a lavorare in studio e a arrangiare, ho pensato che fosse giunto il momento di realizzare un mio progetto solista. Un disco lontano da imposizioni discografiche, che rispettasse i miei gusti personali, senza alcun intento commerciale. Un po' di materiale era già stato scritto anni addietro, ma la maggior parte dei brani è nata nel periodo ottobre 2016-febbraio 2017. Progressivamente Pop uscirà ai primi di giugno per l'etichetta Nadir Music, distribuito da Audioglobe, e sarà composto da tredici brani, tutti cantati rigorosamente in italiano. Per me rappresenta un punto di arrivo importante per la mia carriera di musicista. E' un lavoro fatto su misura per me, forse lo dico anche con un pizzo di egoismo, ma durante la realizzazione non ho mai pensato se questo o quel brano potessero piacere al pubblico, ho voluto soltanto che i brani piacessero a me stesso. E' stato un lavoro grandioso e molto faticoso, ho voluto suonare tutti gli strumenti, scrivere e realizzare la musica di 13 brani e i testi di 11 (2 sono stati scritti da una valida autrice, di nome Cristina Parente). Se piacerà anche ad altri ne sarò felicissimo, ovviamente so che riceverà anche critiche negative, ma di queste non mi importa minimamente. Sono soddisfatto di quello che ho fatto.


CORRADO cover3) Stilisticamente ti muovi tra la classica tradizione prog di marca inglese ed il pop italiano degli anni Settanta; qual è stato il tuo percorso artistico e quali i tuoi amori musicali?
L'album si intitola Progressivamente Pop e infatti spazia dal progressive tipicamente inglese al pop italiano, sempre però di matrice anni '70. Ho scelto di scrivere e cantare testi in italiano perché l'inglese non è la mia lingua e, per bene che io la possa pronunciare, non avrò mai un perfetto accento anglosassone. Il testo in italiano dà all'album un imprinting molto diverso, che si accosta a gruppi storici italiani come PFM, Orme, Banco; l'utilizzo assiduo dei cori ricorda anche i primi Pooh e i gruppi pop italiani degli anni '70. Ovviamente, traspare ovunque il mio amore per i Genesis; gli arrangiamenti sono sontuosi e molto barocchi, l'uso dei sintetizzatori ricorda molto i primi album di questo grande gruppo inglese. Nell'album è compreso un unico brano-cover, che è preso proprio dal repertorio di questa mitica band, ma si tratta di un brano pop rivisto musicalmente e riscritto con il testo in italiano tratto dal primo album (The Silent Sun, da From Genesis to Revelation). Naturalmente, è presente una certa varietà stilistica all'interno dell'album: abbiamo brani tipicamente pop, un brano più funky-soul, un altro tipicamente rock ed una sorpresa finale, con il brano che chiude l'album, che è un rock grandioso in puro stile Muse, cantato come una corale alpina. I miei amori musicali sono molti, oltre al prog rock di cui amo, oltre ai sopracitati, anche tutti i gruppi storici.


4) Nella tua vita hai conosciuto tanti grandi artisti, italiani e non solo. Con alcuni hai anche suonato o comunque lavorato: chi vorresti ricordare in quest'occasione?
Beh, sono parecchi, famosi e non; vorrei parlare di Massimiliano Mortola, un vecchio e caro amico con cui ho iniziato a fare musica quaranta anni fa e con cui condivido ancora questa passione, lui ha anche suonato in un brano dell'album, così come il grande chitarrista ed amico Marco Zoccheddu, i Gnu Quartet, grandissimo gruppo e il loro cellista Stefano Cabrera, che mi ha dato una mano negli arrangiamenti. Tra i grandi del rock, vorrei ricordare il grande Greg Lake, con cui ho realizzato un evento cinque anni fa, purtroppo recentemente scomparso. A giugno verrà commemorata questa grande rock star in un evento che realizzerò insieme ad altri artisti e che vedrà pure la partecipazione di Bernardo Lanzetti (ex PFM).


5) Musica e tecnologie di registrazione, ieri e oggi: la tua opinione al riguardo?
Oggi la tecnologia ti permette di fare cose inimmaginabili ed io, lavorando abitualmente in studio come fonico e producer, ogni giorno mi rendo conto di quanto sia più facile arrivare a risultati tecnicamente assolutamente perfetti. Purtroppo, questa assoluta perfezione rende freddo il prodotto finale e dal punto di vista artistico le produzioni sono alquanto penalizzate; un tempo si realizzavano prodotti con grandi contenuti musicali e con pochi mezzi e mi riferisco anche alle produzioni artistiche di grande livello. Oggi abbiamo tutto a disposizione in studio e a portata di tutti, con strumenti virtuali pazzeschi ma la qualità artistica non è più quella di un tempo. Nel mondo ci sono troppi artisti rispetto ad un tempo e molti di loro sono di livello assolutamente mediocre. Le major discografiche finalizzano le loro produzioni all'immagine trascurando quelli che sono i veri contenuti musicali, pertanto oggi ascoltiamo produzioni dai contenuti ripetitivi, prive di idee innovative. Il pop internazionale segue ormai questa strada da anni senza sfornare un grande artista. E' probabile che un nuovo David Bowie esista in qualche parte del mondo, ma i discografici non si sono ancora accorti di lui e se vogliamo ascoltare ancora buona musica dobbiamo tornare indietro nel tempo e riascoltarci Michael Jackson, i Beatles, i Pink Floyd, James Brown, tanto per citarne alcuni e spaziare tra vari generi e tutti coloro che sono nati e hanno trovato il successo nel secolo scorso.


6) Che cos'è la musica per te?
Beh, facendo il musicista da quarant'anni potrei dire che la musica è la mia vita e non credo che potrei mai farne a meno: una compagna di vita fedelissima. Sono felice che anche le persone a me più care abbiano lo stesso amore per questa arte e provino la stessa passione.


7) Progetti futuri?
Proseguire la mia attività di musicista e imprenditore nel settore musicale, continuando le produzioni artistiche e l'organizzazione di eventi senza dimenticare la crescita della Associazione musicale Limelight, di cui sono presidente, che è diventata una vera realtà sul territorio ligure e nazionale. Per quanto concerne le mie produzioni come artista, durante la realizzazione dell'album mi sono ripromesso di non farne altri. Ora, a lavoro ultimato, comincio a sentire la mancanza del divertimento e della gioia che si prova nel creare un proprio prodotto artistico. Credo che nel 2018 potrei anche realizzare un altro album, ma di certo stilisticamente diverso.
(Davide Arecco)

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