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Miscellanea Articoli miscellanea Genova Progressiva - 25 anni di Rock dagli Eris Pluvia ai Narrow Pass
 

Genova Progressiva - 25 anni di Rock dagli Eris Pluvia ai Narrow Pass Genova Progressiva - 25 anni di Rock dagli Eris Pluvia ai Narrow Pass

61Y1NvERoeL. SX450 La recente uscita di A New Day, il terzo album dei Narrow Pass, è stata una delle migliori in ambito prog e progressive folk degli ultimi tempi, non solo in Italia. Un vero gioiello, intriso di atmosfere suggestive e ricerca melodica: un album in grado di competere e con gli anni Settanta italiani e con i colleghi esteri, una perla di art rock romantico, sontuoso e raffinato, attento ad una orchestrazione matura, con una sapiente collocazione di ogni strumento, capace di sviluppare un discorso musicale malinconico ma sempre lucido e lontano dalla nostalgia.
Abbiamo avuto l'occasione di parlarne con il gruppo.
1) Che cosa rappresenta A New Day per voi?
Mauro Montobbio (chitarra, tastiere): Per il nuovo disco, dopo i due precedenti "A Room of Fairy Queen's" e "In this world and beyond", mi ero ripromesso di creare qualcosa che fosse il risultato di uno sforzo comune di piu' persone, non piu' un discorso solistico o di "duo", ma un gruppo vero "A New Day" ha in realta' diversi significati per me, ma sicuramente uno di questi rappresenta il nuovo corso dei Narrow Pass, un'apertura ad una stretta collaborazione e condivisione della musica che amo con un gruppo di amici, un cammino, da ora in avanti, da fare insieme.
Alessandro Serri (voce, chitarre, basso, tastiere, flauto, oboe, percussioni): per me è stata una bellissima nuova esperienza, in quanto non ero abituato a lavorare ad un progetto non completamente mio, ma le affinità musicali che esistono tra me e Mauro hanno fatto si che fosse tutto fosse molto semplice. Sono molto grato a Mauro che mi ha coinvolto in questo progetto. Devo dire che è come se avessimo suonato insieme da sempre. Abbiamo lavorato parecchio, abbiamo sofferto quando non riuscivamo ad uscire da certe situazioni melodiche che poi si sono risolte in maniera quasi mistica, anche grazie all'apporto di Anna. Siamo un gruppo di persone che condividono lo stesso amore per la musica, sono molto contento di essere nuovamente in una band a distanza di tanti anni.
Anna Marra (voce): Per me rappresenta un vero e proprio viaggio musicale interiore, una vera crescita professionale. Mi è stata data questa opportunità quasi a "scatola chiusa" da Mauro e Alessandro, dopo aver sentito qualche mia registrazione, e per questo non li ringrazierò abbastanza. Provenendo da un background stilistico di generi diversi (jazz, pop, classica, bossanova), l'opportunità di poter conoscere e lavorare nel campo del prog mi ha aperto un vero proprio "Mar Rosso", una vera e propria "alba di un nuovo giorno", permettendomi allo stesso tempo di utilizzare la mia esperienza vocale per aggiungere personalità al brano. Sono stata libera di scegliere e di caratterizzare il mio apporto, senza paletti o limitazioni stilistiche.
Luca Grosso (batteria): Ho avuto piena liberta' di composizione, e ho suonato guidato dalla musica stessa. In questo disco si puo' sentire la mia anima, che esce da ogni colpo. E rappresenta cio' che ho sempre ascoltato e amato, ma questa volta dall'altra parte, ed e' qualcosa che mi rende orgoglioso, aver lasciato un pezzo di me stesso in un piccolo gioiello. Un sogno divenuto realta' insomma, ma anche uno stimolo per continuare a fare musica con il cuore.
Giovanni Battista Bergamo (piano, organo, tastiere): Per me A new day rappresenta un ritorno alle mie origini musicali: affascinato dal prog negli anni '70, ho fatto della musica la mia professione e ragione di vita, cercando sempre di costruire un ponte fra i diversi, ma non troppo, generi musicali. Oggi insegno in Conservatorio, mi occupo di opera lirica e credo fermamente nel dialogo fra musicisti di ogni appartenenza, senza pregiudizi.
11002796 880045612067402 1490357115 o2) Come si potrebbe tratteggiare il percorso artistico dei Narrow Pass, di album in album?
Mauro: Il primo disco "A Room of Fairy Queen's", datato 2006, e' stato un po' come ritrovare la strada di casa, raccogliendo i sassolini musicali disseminati in un paio di decenni, musica composta nei primissimi anni 80 insieme a mio fratello Guido Montobbio (erano gli anni del Neo Prog e da li' a poco sarebbero esplosi i Marillion), integrata da nuove idee e dalla mia passione per la musica acustica/celtica/ambient. Il secondo album, "In this world and beyond", fu il risultato di un tentativo di fondere il Rock Progressivo con il Folk. I momenti Folk/Celtico/Ambient, in effetti, presero piu' piede, in concomitanza con i gusti della co-autrice del disco, quella Valeria Caucino
che canto' splendidamente anche su "Rings of earthly light" degli Eris Pluvia. Venendo al nuovo disco "A New Day", la novita' e' rappresentata, oltre che dal discorso di "gruppo" a tutti gli effetti, soprattutto dal fatto che si tratta di un "Concept", una fiaba (scritta da Beatrice Oldi) che e' un po' la metafora del cambiamento, la voglia di andare oltre, l'avventura, un po' sulle orme di Ulisse.
Beatrice Oldi: Ho conosciuto Mauro Montobbio nel vasto mare di Facebook (che ogni tanto regala anche queste perle!), grazie alla comune passione per il prog e per Steve Hackett in particolare. Questo bell'incontro è diventato un'amicizia preziosa e ha schiuso le porte anche alla collaborazione per la storia di A New Day, che costituisce un grande privilegio per me. Quello che ho potuto offrire al progetto, oltre alla mia passione per le storie, sono state le immagini che mi ha evocato la splendida musica dei Narrow Pass. Per me, A New Day è una storia di rinascita, coraggio e scoperta. Ci sono momenti – prima o poi purtroppo capita a tutti! - in cui sembra che il sole non debba sorgere mai più. Ma, per chi accetta di affrontarlo e guardarlo negli occhi, il buio offre nuove prospettive sulle cose, svela risorse inaspettate e nuove chiavi di crescita, nascoste
nel profondo di ciascuno.!
3) Come è stato lavorare con quel grandissimo flautista che è John Hackett?
Mauro: Ho conosciuto John Hackett, cosi' come Steve, grazie all'amicizia con Vincenzo Ricca, con il quale ho collaborato in occasione di "The Rome Pro(G)ject", disco nel quale ho avuto l'onore di comparire con un mio brano insieme ad altri brani suonati da gente del calibro di Steve Hackett, John Hackett appunto, Nick Magnus, David Jackson, Richard Sinclair e molti altri. John si e' dimostrato persona di altra levatura, musicista eccezionale ma non di meno persona umile e disponibile. Un vero Gentleman!
Alessandro: non dimentichiamo l'importante contributo degli altri amici ospiti, come Edmondo Romano con i suoi interventi di flauto dolce e sax soprano, che si è occupato anche del mixaggio, della bella interpretazione di Cathy O' Gara del flauto di Sandro Marinoni e infine di Fabio Gremo ed Elisa Montaldo.
Anna: Proprio per la mia prima esperienza nel prog, posso dire solo che intrecciare la mia voce con quella del flauto di John Hackett è stato a dir poco emozionante, visto che John ha ricamato le sue volute sulla mia voce, doppiandomi e "giocando" sui controcanti e sulle risposte, come un prolungamento del mio strumento. Questo, per me, è motivo di grande orgoglio.
Eris Pluvia4) Dall'uscita dello storico esordio degli Eris Pluvia, nel 1991, sino a questo nuovo CD dei Narrow Pass, è trascorso in pratica un quarto di secolo; per il rock progressivo tricolore s'è passati da grandi speranze e sacrifici ad una scena attuale piuttosto rigogliosa, con numerosi bei nomi. Guardandovi indietro e intorno, quale bilancio vi sentite di poter tracciare oggi?
Mauro: Pensando agli esordi, a quando partii con mio fratello Guido (era il 1980) e scegliemmo il nome "Narrow Pass" dedicandolo ad una localita' suggestiva della nostra zona, nel parco del Monte di Portofino, detta "Le Pietre Strette", non posso che essere grato per tutto cio' che la musica ha rappresentato per me in questi anni. Il fatto poi di essere passati dall'ascoltare i capolavori dei nostri maestri addirittura all'opportunita' di collaborare con loro non puo' che essere altamente gratificante. Dedico tutto questo, e quello che ancora verra', alla memoria di mio fratello Guido Montobbio che e' volato via prematuramente questa primavera, lasciando un enorme vuoto che solo l'Amore e la Musica possono colmare.
Alessandro: Sono molto contento nel mio piccolo, in qualche modo di aver contribuito alla rinascita di questo genere in Italia. Aver composto e realizzato con Edmondo Romano e gli Eris Pluvia un disco come" Rings of earthly light" è per me motivo di grande orgoglio. L'unico rammarico è di essere sparito dalle scene troppo velocemente, adesso dopo 25 anni, in effetti non è per niente facile riemergere in mezzo a così tanti gruppi, peraltro bravissimi sia musicalmente che tecnicamente.
Luca: Purtroppo trovo che ci siano molti gruppi e musicisti bravissimi, che meriterebbero ben altra considerazione vista la situazione odierna che non permette a chi merita di farsi notare in mezzo a troppe produzioni molte volte ai limiti della decenza... La musica ormai e' fatta di ascolti sui telefonini dei soliti noti, di cd venduti nei supermercati e dei piccoli negozianti (veri eroi ormai) che fanno i salti mortali per fornire quei servizi che sono l'ascolto e i consigli. Con queste premesse direi che la soddisfazione di essere riconosciuti e apprezzati da chi ascolta la nostra musica ripaga
ampiamente gli sforzi fatti.
10151806 8027842697811137 1758272611471610672 n5) Quali sono i vostri ascolti preferiti e chi vi ha maggiormente influenzato?!
Mauro: Prevalentemente musica Prog, Classica e Folk, ma anche Jazz (qui non posso non citare un altro mio eroe, Pat Metheny. Come influenze musicali, partiamo dai Beatles per approdare a Santana, alla PFM, ai Pink Floyd, ai Genesis, ai Camel. Come chitarrista, i miei fari sono da sempre Steve Hackett, Anthony Phillips, Andy Latimer, David Gilmour e Franco Mussida.
Alessandro: Genesis, Pink Floyd, Jethro Tull, Deep Purple ma anche classica, lirica e jazz. I mieiriferimenti musicali sono Pat Metheny, Allan Holdsworth, Steve Morse, Steve Hackett, JacoPastorius, Peter Gabriel, Ian Anderson, solo per citarne alcuni.
Luca: Partendo dall' hard rock e metal sono arrivato al prog con gli IQ, ed e' stato un colpo difulmine... Quindi dai Led Zeppelin ai Genesis, Marillion, Rush, IQ, Echolyn... ora ascolto dall'hardNarrow rock all'AOR e naturalmente tutto il prog, specialmente il cosiddetto neo-prog. Influenze: John Bonham, Phil Collins, Neil Peart, Nick 'd Virgilio, ma la lista sarebbe lunghissima...
Giovanni Battista: Sicuramente Keith Emerson (ELP) e Rick Wakeman (Yes), due tastieristi che hanno traslato la musica classica nel progressive rock con risultati molto interessanti. Naturalmente i Genesis, PFM, Banco e tutta la generazione prog dei '70 e poi Bach, Debussy e Puccini, fra i tanti autori che ho frequentato.
6) Quali sono i vostri progetti futuri?!
Mauro: Un nuovo disco e, possibilmente, qualche bel concerto.
Alessandro: Sicuramente un nuovo disco (stiamo già selezionando del nuovo materiale) e perchè no, qualche concerto.
Anna: Prepararci ai live e continuare ovviamente con un nuovo album, facendo tesoro di questa esperienza e continuando ad esplorare nuove forme di espressione vocale, il mio più grande dono e strumento.
Luca: Preparare l'esperienza live e iniziare a lavorare su nuovi pezzi, comunque sempre suonare,suonare e suonare.
Giovanni Battista: La preparazione attenta e minuziosa di concerti live e un album in italiano perché, come per l'opera lirica, è la lingua più cantabile al mondo.
(Davide Arecco)

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