#LaCopertina

Quando nel 1964 un giovane avvocato, Bernard Stollman, ascoltò Albert Ayler in un club di Harlem insieme a una dozzina di persone, decise che doveva esserci un'etichetta che avrebbe registrato quella musica. L'anno dopo nasce la Esp-Disk: il suo nome deriva dalla lingua esperanto (che Stollman conosceva), da una certa idea del mondo e al fatto che "The artists alone decide what you hear on their ESP Disk". Le copertine si caratterizzano per l'uso quasi esclusivo del bianco e nero, sia grafico che fotografico, uno stile che va al di là dei singoli designer prescelti: tutte le persone dell'azienda erano coinvolte nel processo e lo stesso Bernard Stoller serigrafava personalmente le copertine. Howard Bernstein è sicuramente uno dei più visionari tra questi, come testimoniano le realizzazioni per i dischi di Giuseppi Logan, il sassofonista scomparso negli scorsi giorni a New York, dopo una vita avvolta nel mistero o più semplicemente nel disagio mentale, e al quale dedichiamo queste righe. (Danilo Di Termini)

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Quando lavoravo a MU, con Matteo Bordone e Francesca Dal Cero (ah bei tempi), un giorno ospitiamo Francesco Spampinato, autore di una monumentale Art Record Covers, opera che raccoglie quasi 600 dischi, dagli anni '50 a oggi, la cui copertina è realizzata da un artista o riporta un'opera d'arte pre-esistente. Ovviamente lo compro e lo metto via in attesa di tempi migliori. Non so se siano migliori, ma l'ho ripreso in mano in questi giorni. Come accade nei film, si è aperto da solo, alla voce René Magritte, con Beck–Ola, il disco del 1969 del Jeff Beck Group. Classificatelo pure alla voce copertine fregate agli artisti che non ne sapevano niente (ma forse i loro eredi sì), visto che nel 1969 il pittore belga è morto da due anni e la Chambre d'écoute è del 1952 (ne dipinge una quasi identica sei anni dopo). Se in questo periodo vi sentite un po' oppressi andate nella vostra Camera d'Ascolto e come dice Jeff nel retro di copertina, provate a trovare un piccolo spazio nella vostra testa! (Danilo Di Termini)

Beck b

Beck a

I dischi dei Beatles per il mercato americano erano pubblicati dalla Capitol con titolo, copertina e brani diversi. Il più celebre è sicuramente Yesterday and Today uscito il 25 marzo del 1966 e ritirato dal mercato pochi giorni dopo per le reazioni estremamente negative del pubblico alla vista della cosiddetta butcher cover, una foto di un servizio di qualche mese prima realizzato a Chelsea dal fotografo Robert Whitaker. Sembra che sia stato Paul McCartney a volerla fortemente, considerandola il personale commento dei Beatles alla guerra del Vietnam. Le 750.000 copie vennero (quasi) tutte ritirate e reimmesse sul mercato con una foto più sobria appiccicata sopra. Chi provava a staccarla la rovinava irreparabilmente. Ovviamente la prima edizione è ricercatissima dai collezionisti: a dicembre 2019 è stato venduta a 1365 euro anche se il record spetta alla copia personale autografata da Ringo Starr battuta per 25.600$. Probabilmente in quel periodo il buon Ringo era a corto di spiccioli. (Danilo Di Termini)

Per non prenderci troppo sul serio, che abbiam bisogno di leggerezza, la seconda copertina della simpatica rubrichetta, la dedichiamo a uno dei maestri del genere e cioè... Fausto Papetti. Dopo gli inizi coi Menestrelli del Jazz e con Tony Dallara, Fausto da Viggiù, nel 1959 firma con l'etichetta Durium come musicista di studio. Un giorno, per un caso fortuito, viene convocato per incidere in fretta e furia il 45 giri della colonna sonora di Estate violenta (filmone!): il disco esce a nome di Fausto Papetti Sax alto e Ritmi con una sua bella (!?) foto in copertina ed ha un tale successo che nello stesso anno arriva anche il primo album che comprende sedici celebri brani arrangiati in versione strumentale. Da quel momento, implacabilmente le famose raccolte numerate di Papetti imperversarono nelle prime autoradio delle Fiat 850 o nei mangiacassette sotto l'ombrellone. Noi le apprezzavamo soprattutto per le copertine: dal 1971, dalla dodicesima raccolta, nulla per noi fu più come prima. (Danilo Di Termini)

Papetti 12 raccolta b

Papetti 12 raccolta

È ormai universalmente accettato che la prima copertina della storia è quella di Smash Hits By Rodgers & Hart (Columbia C 11) del 1939. Ma attenzione: non si tratta del primo long-playing perché in quell'anno i 33 giri sono ancora là da venire. Il disco esce in quattro 78 giri di ceralacca. L'idea di sostituire le buste di cartone uguali per tutti, marchiate in alcuni casi con il logo dell'etichetta discografica, con una specifica copertina illustrata è di Alex Steinweiss. Era nato il 24 marzo 1917 a Brooklyn, figlio di un disegnatore di scarpe di Varsavia. Studia alla Brooklyn's Abraham Lincoln High School e alla Parsons School of Design, lavora per tre anni con il designer di poster Joseph Binder e arriva alla Columbia come art director. Ha ventidue anni e fatica non poco per convincere i suoi capi per un'innovazione che cambierà la storia della discografia. Il suo primo lavoro riprende un'immagine del 'marquee' dell'Imperial Theatre di Broadway con il titolo del disco in cartellone. (Danilo Di Termini)Smash Song Hits by Rodgers  Hart bSmash Song Hits by Rodgers  Hart

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