#LaCopertina

Mati Klarwein nasce ad Amburgo nel 1932; si trasferisce a Parigi dove studia con Ferdinand Léger.
Dopo aver girato il mondo negli anni '60 arriva a New York dove conosce Salvator Dalì che lo prende sotto la sua ala protettrice. Nel 1961 dipinge un'Annunciazione: la modella è la fidanzata, che viene da Guadalupa; l'Arcangelo è a cavallo di una conga perché i tamburi in molte culturevengono usati per comunicare i nuovi eventi. Nove anni dopo Carlos Santana sta sfogliando una rivista quando vede una foto del dipinto e decide che quella sarà la copertina del nuovo disco. Quella nudità turba non poco i soliti vertici lungimiranti della Columbia, tanto che una rarissima prima versione ha un adesivo con una frase tratta da Time a celare la nudità della donna. Ma la musica di Abraxas (sembra che la scelta del nome derivi dal romanzo di Herman Hesse, Demian, anche se la parola risale all'antichità) se ne sbarazzerà ben presto diventando uno dei dischi e delle cover più famose di tutti i tempi.

Abraxas1

Abraxas

Dopo aver lasciato la scuola a sedici anni, Pete Sinfield lavora per 6 anni alla English Electric Computers dove conosce Barry Godber, un ragazzo più bravo col pennello che con la programmazione. Quando il disco della band che ha messo su insieme a Robert Fripp, Michael Giles, Greg Lake e Ian McDonald, è quasi pronto, decide di rivolgersi a lui, con un'unica indicazione: in un negozio di dischi la copertina dovrà farsi notare. Godber si mette al lavoro e quando l'acquarello arriva in studio tutti rimangono a bocca aperta. Ricorda Greg Lake che "quella fottuta faccia ci urlò dal pavimento e quello che ci disse fu 'schizoid man', proprio il brano al quale stavano lavorando". La copertina 'gatefold' allarga la faccia anche sul retro; all'interno un altro volto sorridente, ma, ricorda Fripp, dagli occhi tristi, che riflette perfettamente la musica del disco. Il resto per i King Crimson è storia; non per Barry Godber che scompare nel febbraio del 1970 a soli 24 anni per un attacco di cuore. (Danilo Di Termini

King 2

King 1

Quando Miles Davis ritorna a New York da Los Angeles, incontra il disegnatore Corky McCoy. I due diventano molto amici tanto da condividere un appartamento e la palestra di boxe dove Davis pratica il suo sport preferito. Tra il giugno e il luglio del 1972 Miles entra in sala di registrazione con un supergruppo e realizza uno dei dischi più discussi e influenti della sua carriera, On The Corner. Per la copertina si affida quasi inevitabilmente a McCoy che disegna un omaggio alla cultura afroamericana in pieno stile Blaxploitation: si vedono un giovane simile a Sly Stone con la scritta Vote Miles, due uomini con una radio portatile, una prostituta con un cliente squattrinato e un tipo dall'aspetto poco raccomandabile con un adesivo Free Me sul cappello. I capi della Columbia (ma guarda un po'!) fecero molta fatica a digerire il risultato, affermando che quel disegno non avrebbe aiutato a vendere nessun album. Miles non era tipo da farsi condizionare e la copertina rimase. Fortunatamente.

On the corner 2

On the corner 1

Per un giorno speciale ci voleva una copertina eccezionale, e cosi ho scelto addirittura una copertina... che non c'è! Alla metà degli anni '40 il mondo discografico statunitense è paralizzato da uno sciopero sindacale, per cui non è possibile incidere nuovi dischi. Grazie a ad un accordo tra il governo e le aziende, viene permesso agli artisti di incidere 2700 brani, su 906 dischi a 78 giri, destinati a risollevare il morale delle truppe americane sui fronti di guerra. I dischi sono confezionati in pacchi di cartone da 20 pezzi e dopo l'incisione le matrici vengono distrutte. Nel febbraio del 1944 la versione di In the Mood che Glenn Miller aveva registrato negli studi della RCA Bluebird nel 1939, viene pubblicata in versione V-Disc con il numero 123. Sul lato A ci sono Going Home, Honeysuckle Rose, My Blue Heaven; sul lato B, In the Mood, che in questa edizione arriva nelle nostre strade, insieme ai soldati americani, diventando da quel momento sinonimo di libertà. Hasta la Victoria!

V Disc 123B In the Mood Glenn Miller2

V Disc 123B In the Mood Glenn Miller

La Blue Note viene fondata nel 1939 da Alfred Lion e Francis Wolff, due immigrati ebrei tedeschi. L'identità visiva è fortissima; ma quella musicale forse lo è ancora di più, anche perché, unica tra le label dell'epoca, finanzia le prove dei musicisti, che possono così sviluppare un repertorio originale. Sonny Rollins incide il suo secondo album per l'etichetta nell'aprile del 1957: ha 26 anni ed è già 'Saxophone colossus'. La copertina è frutto della collaborazione tra il fotografo Francis Wolff e il giovane designer grafico Reid Miles. Il primo sviluppa una tecnica sulle costrizioni che gli esigui spazi degli studi gli impongono. Il secondo, che di giorno lavora alla Columbia, di notte disegna le copertine Blue Note per guadagnare qualcosa extra: non gli piace il jazz e non ascolta i dischi; si basa sulla descrizione che gli fa Lion. Il risultato è fenomenale e influenzerà il jazz, ma anche il rock e tutta la musica a venire. Come Joe Jackson ci ha dichiaratamente ricordato nel 1984. (Danilo Di Termini)

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