Quindi dirigeteli fino al punto d’incontro tra un’ipotetica colonna sonora on the road che attraversa le lunghe highway americane e le suggestioni di una chitarra sognante alla John Fahey. Ecco allora che il genio di Bill Frisell riesce a sorprenderci con un progetto che amalgama straordinari protagonisti multi-etnici, fondendoli in un’armonia musicale che richiama tutto quello che di buono si può fare, usando solo la spontaneità e la freschezza. (Massimo Villa)

