Nell’anno in cui il pianista di Allentown ha pubblicato un disco con il suo classico trio (“Somewhere”), riesumato un concerto giapponese del 1979 del quartetto con Jan Garbarek (“Sleeper”), aggiunto al solo di Bregenz del 1981 altri due cd inediti della data di Monaco di qualche giorno dopo, ritrovato l’amato Bach nelle “Six Sonatas for Violin and Piano”, la concomitante apparizione di “No End” diventa il sesto mistero gaudioso. Registrato in casa (si sente) nel 1986 in questo doppio album Jarrett suona chitarra elettrica, basso, batteria e percussioni varie, in forma d’improvvisazioni grezze e fastidiose nella loro orientaleggiante ripetitività. A Natale si attende con ansia la pubblicazione dei dialoghi tra Jarrett e la sua domestica, con foto e note inedite. Peggio non potranno essere. (Danilo Di Termini)



