Ma la sorpresa più piacevole è incontrare finalmente un insieme affiatato e preciso che trascende la semplice somma dei singoli solisti. Un ‘Quintetto’ (Ettore Fioravanti alla batteria, Attilio Zanchi al contrabbasso e la coltraniana serenità di Tino Tracanna al sax) che come ricorda Fresu, qui in una delle prove più convincenti degli ultimi anni, “segue misteriosamente un proprio percorso autonomo”. Se questo è solo l’inizio… (Danilo Di Termini)

