Dai tempi newyorchesi del "M-base collective" insieme a Steve Coleman sono passati vent’anni e, nel frattempo, l’altosassofonista di St. Louis si è definitivamente affermato come una delle realtà più interessanti della scena musicale afroamericana. “Public”, disco live che viene dopo lo straordinario “Round and round” in duo con Marc Copland, è uno dei possibili argomenti a favore dell’attualità (o dell’esistenza) del jazz.
Senza far ricorso alle ormai trite scorciatoie di ritmiche funky o hip-hop, senza rifugiarsi in un classicismo bop sterile e di maniera, Osby firma tre brani originali (il monkiano “Rising sing”, “Visitation” e il coltraniano “Equinogram”) e ridisegna quattro standard: e per due di essi – “Shaw nuff” e “Lover man” – sembra plausibile immaginare che Parker e Gillespie oggi li avrebbero suonati proprio così!
(Danilo Di Termini)