Visto che mi pare ogniuno stia ravanando nelle proprie passioni e che la moda della recensione post datata acchiappa ecco qualche riga in memoria di un bel dischetto che tanti (Bowie, Almond, Cope e compagnia cantanti...quelli con la voce impo(a)stata) hanno sentito e che qualcuno ha anche poi omaggiato più o meno tra le righe ovvero Scott 4 (c'era anche un gruppo che si chiamava così e che ritenevo insopportabile). Intanto narra la leggenda che Scott Walker, sempre più bello ed asseragliato da fans di ogni genere e transgenere, dopo aver tentato di nascondersi in un monastero e di suicidarsi abbia dato alle stampe una sequela di album solisti in progressione numerica e che giunti al 3 abbandonava lo pseudonimo (perchè il cognome era trademark dei più, all'epoca noti, Brothers che come dopo avrebbero fatto i Ramones, fino ad arrivare ahimè ai Fratellis) per riappropiarsi del proprio Noel Engel Scott moniker (un pò come adesso uscisse un album di David Jones, và...ma l'esempio non calza abbastanza).
Detto fatto il disco va delated dopo poche settimane dall'uscita perchè nessuno lo compra e nessuno sa chi sia il cantante e così il pezzo va a rinfoltire le schiere di fuori catalogo da fiera del disco che tanto appassionano quelli che i dischi li comprano per averli e poco per sentirli. Insomma, peccato perchè ribattezzato Scott 4 nelle successive e rare riedizioni il lavoro rivela alcune songs veramente belle e già abbastanza avanti sui tempi. Allora , che fare, cercare Scott 4 da amici e parenti ed ascoltarlo almeno tre volte al dì per smaltire la paranoia recente (perchè The Drift voglio proprio sapere chi lo ha sentito fino in fondo almeno, e dico almeno, tre volte) e per comprendere l'origine di un mito. (Marcello Valeri)

