L’album esce nel giugno 1968, quando il quintetto vive da circa un anno nell’amena località di Woodstock (stato di New York) in una tozza fattoria chiamata Big Pink. In zona c’è anche l’amico Bob Dylan, che da loro s’è fatto accompagnare nel corso della famosa-famigerata tournée elettrica del 1965-66. E’ un periodo di serena e proficua collaborazione artistica, da cui nasceranno le canzoni dei “Basement Tapes” dylaniani e di questo primo lavoro a nome The Band. Robbie Robertson e compagni agiscono in controtendenza rispetto allo spirito dell’epoca, intenti come sono a recuperare il passato (reale e mitico) dell’America, anziché assimilare il fantasmagorico “qui e ora” hippie. L’organo pastorale di Garth Hudson, l’impasto antico delle voci, l’assenza di assoli, i testi pervasi di surrealismo e toni biblici sono i tratti salienti di un album divenuto in anni recenti uno dei testi base (insieme al successivo “The Band”) per i giovani leoni di quel genere chiamato ‘Americana’. Merito dei suoni ma anche di canzoni come “The Weight”, “I Shall Be Released” (di Dylan) e “Tears Of Rage” che ancor oggi commuove per il canto ‘anima in mano’ di Richard Manuel. (Antonio Vivaldi)

