L’aspetto elegante della copertina, con tanto di foto antichizzata e caratteri dorati, a ricordare il frontespizio di un libro raro o il volume di un’ enciclopedia, ci fa capire che siamo al cospetto di un’ uscita discografica epocale; la formazione: David Crosby, ex-Byrds, Stephen Stills e Neil Young reduci dall’esperienza con i Buffalo Springfield e Graham Nash del gruppo inglese degli Hollies. Già il debutto dell’anno precedente, senza Young, mostrava l’eccezionale talento del supergruppo, armonie vocali scintillanti e magistrali intrecci di chitarre acustiche unite ad una feconda ispirazione nelle composizioni. La nuova formazione a quattro, già rodata sul rovente palco di Woodstock, tende a spostare l’equilibrio verso un folk-rock più elettrico e a cavalcare maggiormente il fenomeno del flower power, in particolare l’esplicita ‘Almost Cut My Hair’ di Crosby e la ‘Woodstock’ di Joni Mitchell nel trattamento forzato di Stills, nelle cui mani finisce spesso il repertorio più muscolare (fate attenzione però al gioiellino acustico ‘4+20’; pochi minuti di sconvolgente intensità per voce e chitarra ).

