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Sabato 30 agosto a Genova si è inaugurata la Festa Democratica Nazionale; senza lasciarsi andare a moti nostalgici sui bei tempi andati (che generalmente belli non sono mai stati) a fare un giro tra gli stand non si può fare a meno di venire colti da un sentimento di desolante malinconia. Una sequela ininterrotta di tendoni plasticosi bianco/sporco provano a tentare il visitatore con piatti di porchetta, piadine, hot-dog, birra alla spina a prezzi imbattibili e tutto il bel armamentario di una volta, Worwerk Folletto compreso (non abbiamo visto la stand della Skoda, ma la proprietaria Volkswagen, leggermente più a sinistra del Partito Demncratico,banner orizzontale festa democratica nazionale potrebbe aver disdetto per opportunità politica). Quella che proprio manca è l'atmosfera di una volta, ma bisognerebbe essere molto ingenui per cercarla in questo luogo, nonostante l'impegno degli ultimi, inossidabili militanti. A scorrere il cartellone musicale, - secondo il sito della Festa "una serie di concerti con artisti di primo piano", un programma che "spazia tra generi e generazioni, in modo da permettere a tutti di trovare il proprio concerto ed avere un ulteriore motivo per visitare la Festa" - la desolazione di cui sopra si trasforma in sconforto e irritazione: possibile che il primo partito italiano (vabbè, più o meno), con decine di migliaia di iscritti, una nomenklatura degna del Cremlino di Andropov, non sia riuscita a fare meglio che mettere in fila una serie di concerti senza capo né coda, in cui non trovano spazio né il jazz, né l'indie-rock, né i nuovi cantautori italiani o stranieri, (e i generi? le generazioni?), ma solo un gruppo di rocksteady come quello di Giuliano Palma, buono per sgambettare un po' in allegria, delle cariatidi come gli Stadio che ora infesteranno di tributi a Lucio Dalla, un sfibrato comasco come Van De Sfroos, dei furbacchioni come Elio e le Storie Tese che il sei settembre intoneranno "Il complesso del primo maggio" ("E all'improvviso parte una canzone tipo Bregovic... Bregovic! La musica balcanica ci ha rotto i coglioni") seguiti il sette, proprio da Goran Bregovic, all'insegna del tutto e il contrario di tutto o delle larghe intese che dir si voglia. E come se non bastasse gran chiusura con Moreno, rapper vincitore di Amici che nel 2013 ha pubblicato un singolo dall'illuminante titolo "Che Confusione".
E pensare che il 7 settembre del 1984 per la Festa dell'Unità a Roma si esibirono i Clash. A volte tocca proprio dar ragione ai nostalgici!

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