| 07 Ottobre 2012

Lo stesso giorno al Teatro Sistina di Roma debutterà "W Zorro", il nuovo musical di Stefano D'Orazio (autore di testo e liriche) con le musiche di Roby Fachinetti, che, cito il comunicato, "farà rivivere, per la prima volta su un palcoscenico italiano, l'eroe mascherato che da sempre ha lasciato il segno nell'immaginario di diverse generazioni". Al di là del segno (notare il gioco di parole) che ha lasciato Zorro (il primo telefilm gay della tv moderna, con un protagonista felicemente fidanzato con il suo servitore sordo-muto Bernardo, in una Los Angeles paziente e tollerante che fingeva di non riconoscerlo dietro una mascherina nera che gli copriva solo gli occhi) la coincidenza non è ovviamente casuale. I Pooh si stanno preparando ad invadere il mercato discografico creando un dittatura musicale nella quale non si potrà ascoltare altro che le loro canzoni. In questa prospettiva va letta l'inaugurazione della statua di cera di D'Orazio lo scorso ottobre al Museo di Roma, un clone pronto a entrare in azione, probabilmente martedì prossimo, sulle note di una canzone della quale nessuno all'epoca aveva compreso il reale significato: "Chi fermerà la musica, quelli che non si sbagliano, quelli che non si svegliano, stanno nei porti a tagliarsi le vele".

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