Concerti

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5. Record Store Day - A volte basta poco per divertirsi
Non siamo a Londra né in un negozio specializzato in vinili di Monaco. Fossimo là avremmo la stessa rabbia per come il pianeta perde i colpi. La colpa di tutto pare sia da imputare ai padroni del mondo: politici, fini economisti e autorità religiose. La gente oggi comunica prevalentemente attraverso gli schermi illuminati dei computer re-inventandosi un corpo e un nome con grotteschi nickname. Tanta persone sono stufe di vestire i panni di chi fà "un lavoro che non gli piace", ha una famiglia che non gli piace e deve arrivare con difficoltà alla fine del mese. Li riconosci subito perché hanno il capo basso e dimostrano molti più anni della loro età anagrafica.

Credimi, se fossi a Londra avresti gli stessi problemi, non è cambiando il teatrino alle tue spalle che la tua esistenza muta. Se stai male dentro, il tuo disagio lo porti a spasso in qualunque parte del pianeta. Pensa a Nick Drake...se la viveva male a Warwickshire nel 1974...un periodo assai più fertile rispetto a quello attuale, aveva pubblicato tre dischi che non avevano fatto successo, era depresso e morì imbottito di Tryptizol un antidepressivo. Allora anche se non siamo a Londra, Berlino o in qualche diavolo di posto che immaginiamo "diverso"cerchiamo di vivere bene il nostro tempo. Non smettiamo di leggere e di ascoltare buona musica...finiamola di trascorrere il nostro tempo attaccati al computer "postando la nostra noia"...torniamo in strada, incontriamoci davvero "vis a vis"...con l'opzione di sorriderci o mandarci a fare in culo "per davvero" in carne e ossa.

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LITFIBA GENOVA "105 STADIUM" 17 4 2012

Tredici anni dopo il concerto del tour dell'album Infinito, Piero e Ghigo sono tornati di nuovo insieme, a calcare il palco di un palazzetto di Genova: al tempo era il Palasport, mentre ieri è stato il 105 Stadium (ex Vaillant Palace) la sede del loro show per il tour del nuovo disco "Grande Nazione".Credo che vada subito detta una cosa: il 105 Stadium non è famoso per la sua cospicua capienza, si tratta di una struttura molto piccola, se poi andiamo ad aggiungere che il palco dell'evento era spostato un'po più avanti rispetto a una delle due tribune fa discutere: pochi biglietti venduti? Poco spazio da dedicare a questo genere di artisti, a seconda di molti, sulla via del tramonto e appartenenti a un genere musicale non molto di voga a Genova? A voi le considerazioni.....Dopo questa appendice direi di entrare nel cuore della recensione con l'evento vero e proprio:Alle 21:30, in un modesto palco (abbasso le plateali scenografie a detta del sottoscritto)  i Litfiba entrano in scena: Piero in completo gillet-pantaloni gessati come il collega Ghigo alla chitarra, Daniele Bagni al basso, Federico Sagona alle tastiere, Pino Fidanza alla batteria e Cosimo Zanelli all'altra chitarra; il tempo di prendere in mano gli strumenti che parte potente lo "Squalo" insaziabile, seguito dal TERREMOTO di "Dimmi il Nome", fino alla title track, dove il palco si "illumina" di un tricolore che mischia l'ironia all'orgoglio. Si prosegue con una grande esecuzione di "Prima Guardia" (20 anni dopo il Terremoto tour) e una "Barcollo" che sebbene non sia stata considerata moltissimo dai fan più accaniti, nella sua versione live gode di una buona resa. Il resto del live è, come previsto, una parentesi ampia dedicata ad almeno altri 5,6 brani del nuovo disco della band di Via dei Bardi (Fiesta tosta, Luna Dark, Brado, La Mia Valigia, Anarcoide e Elettrica), alternata alle preistoriche "Lulu & Marlene", "La Preda", "Cane", fino ad arrivare alle canzoni da "encore" cosiddette come "Tex" e "Cangaceiro" e il gran finale in uno stile "halloweeniano" con tanto di pupazzi di scheletri allestiti sul palco, simboli di uno "Stato libero" che forse oggi non è possibile definire tale, coi pezzi "Proibito", "El Diablo" e "Ritmo #2".

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Shearwater. Live in Bloom

Ventidue e trenta di un freddo lunedì di Pasqua; al Bloom di Mezzago – Brianza estrema - ci saranno un centinaio di persone, metà di quelli che a legger le cronache ascoltarono, nello stesso luogo, gli sconosciuti Nirvana nel lontano 1989. All'epoca il gruppo di Seattle era ancora sotto contratto con la Sub Pop, esattamente come gli Shearwater oggi, che però vengono da Austin, Texas. Niente a che fare con il grunge, ma nemmeno con il rock sudista che ti aspetteresti da quelle parti (benchè Austin grazie al South By Southwest Music Conference, il più importante appuntamento internazionale dell'anno per l'industria musicale, sia diventata «Live Music Capital Of The World»); invece il quintetto che si affaccia dopo il set della canadese Julie Doiron, colpisce con un 'wall of sound' (che Antonio Vivaldi nella recensione dell'ultimo disco ha definito 'muscolare') di raffinata potenza. Fin dalle prime note di "Snow leopard" (da "Rook", 2008) e dai primi gorgheggi del leader e cantante Jonathan Melburg (già Okkervil River), si capisce che l'alchimia funziona eccome: voce intensa e precisa, a un passo dal falsetto, ma senza stucchevolezze, sia quando intona "Castaways" (hit da "The Golden Archipelago", 2010), sia quando passa a "Animal life", brano che dà titolo all'ultimo bel disco del gruppo. Una ritmica pulsante supporta un impasto di chitarre e tastiere affascinante e vorticoso, per un concerto di novanta minuti senza pause e cedimenti. (Danilo Di Termini)

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Beppe Gambetta e Peter Ostroushko a La Storia in piazza  30 marzo 2012

Quasi un anticipo delle Acoustic Nights nell’ambito della manifestazione ‘La storia in piazza’ a Palazzo Ducale; il ritorno a Genova di Beppe Gambetta è sempre accolto con favore da cittadini e appassionati, a maggior ragione se l' ingresso è libero... Con Beppe e la sua chitarra, ancora una volta c’erano Peter Ostroushko e i suoi strumenti, violino e mandolino. Mantenendosi fedeli al tema dell’evento (Popoli in Movimento), i due hanno proposto un repertorio incentrato soprattutto sui percorsi migratori nel mondo. D’altronde Ostroushko è americano, ma di origini ucraine, e Gambetta un po’ migrante lo è, visto il suo costante andirivieni al di qua e al di là dell’atlantico. Omaggi a Eddie Lang e Nick Lucas, emigranti con la chitarra sotto il braccio, di quelli che hanno fatto fortuna; agli sfortunati lavoratori stagionali della ‘Do Re Mi’ di Woody Guthrie (con tanto di strofa aggiornata in italiano); alla ragazza del Nord di Bob Dylan; a Pasquale Taraffo e Mario Cappello (con una ‘Ma se ghe penso’ assai filologica); alla musica irlandese, quale capostipite delle musiche d’emigrazione e, infine, alle origine ucraine di Peter (Pierino, lo chiama Beppe) e alla sua frequentazione con la musica klezmer. Leggermente spostate dal tema del concerto la ‘Tecumseh’ in omaggio al popolo indiano, l’omaggio al grande chitarrista americano Norman Blake, noto per essere piuttosto restio agli spostamenti e il bellissimo omaggio alla ‘nostalgia’ messicana di ‘La Luna’, una composizione del polistrumentista americano. (Fausto Meirana)

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Giovedì Off 3#18

Giovedì 15 Marzo 2012 h2200 - Ingresso: 7€ - Under 21: 5€ 
La Claque in Agorà / Teatro della Tosse - Vico San Donato 9 angolo vico Biscotti -IT-16123 Genova
Embryo (Schneeball - Monaco GER) - kraut-prog-etno-world-jazz
Fungus (Mellow - Genova ITA) - impro psych rock

Che non ci si accusi di far suonare un solo genere di musica. Per smentire qualsivoglia malalingua in una sera sola risolviamo con tutti i generi possibili: krautrock, progressive, world music e etnojazz. Possibile? Grazie ai quaranta (40!) anni di attività di questo maestro della musica tedesco si! Non un pezzo di storia, ma più pezzi di libertà, mentale e musicale, sul palco della Claque! In apertura quei folli impro-progster dei Fungus!

Tutte le settimane disorderdrama.org porta grandi nomi alla Claque. Non mancate! La crema della musica underground fa tappa a Genova nella splendida cornice della terza sala del Teatro Della Tosse. Un ambiente speciale e particolare, per gustare al meglio le performance dei migliori artisti in tourneè in Europa.

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Stefano Battaglia e Michele Rabbia a Villa Bombrini: Suoni, parole, ritmi del mondo

La terza edizione della rassegna 'Suoni, parole, ritmi del mondo', curata dall'associazione Jazz Lighthouse, che si cura di diffondere un po' di buon jazz nella nostra città nonostante i tempi duri,era cominciata col piede giusto lo scorso 17 febbraio con il duo Javier Girotto-Luciano Biondini. Venerdì 2 marzo scorso è stata la volta della coppia formata dal pianista Stefano Battaglia e dal percussionista Michele Rabbia. Ambedue di formazione classica, i musicisti hanno scelto per la serata un repertorio che correva sul crinale tra il jazz e la musica contemporanea, con momenti di grande intensità percepibile anche fisicamente; l'arsenale percussivo di Rabbia, una batteria minimale e molti 'aggeggi' sonori più o meno bizzarri, sega musicale compresa, veniva svelato mano a mano durante lo svolgimento dei brani con gestualità e movenze apprezzabili maggiormente nella dimensione live. Anche Battaglia, pur se costretto sui tasti del pianoforte, si dilettava ad agire sulle corde interne, inserendo tamponi e blocchi per modificare,in favore di un suono percussivo, la tastiera. L'uso di una specie di Glockenspiel e di un Toy Piano, garantivano al pianista una riserva ulteriore di suoni 'poveri' per sporcare ulteriormente la tavolozza sonora. Dialoghi serrati, dunque, perché in duo non ci sono tempi morti, ma anche momenti lirici, con il piano che si libra nell'aria accompagnato dalle lame sonore prodotte da un archetto sfregato su percussioni metalliche. Nel salone di Villa Bombrini, a Cornigliano, passeranno ancora due coppie di musicisti: il 31 marzo il dialogo tra il sax di Dimitri Grechi Espinoza e il contrabbasso di Tito Mangialajo Rantzer e il 12 aprile le chitarre di Roberto Cecchetto e il basso di Giovanni Maier. (Fausto Meirana)

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