Concerti

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THE LEAPING FISH TRIO alla Marina di Genova-Aeroporto 11 agosto 2012

Il Leaping Fish Trio prende il nome da un breve e bizzarro film muto del 1916, scritto da Tod Browning (Freaks)  con protagonista Douglas Fairbanks nella parte di uno scombinato detective cocainomane, Coke Enniday, inteso come parodia di Sherlock Holmes. Nella prima parte del concerto il gruppo ha sonorizzato, a sorpresa, proprio il cortometraggio in questione, come avveniva nei cinema prima dell’avvento del sonoro. I tre musicisti, Paolo Botti (viola, dobro e armonica), Enrico Terragnoli (banjo, chitarra elettrica, pedali) e Zeno De Rossi (batteria) propongono un repertorio estremamente originale, di contaminazione massima tra il jazz, lo swing e l’immancabile blues. In certi momenti di quiete dell’esibizione tornano alla mente anche le melodiche iterazioni della Penguin Cafè Orchestra del compianto Simon Jeffes, mentre nei momenti caldi, soprattutto grazie alla chitarra elettrica di Terragnoli si entra nel terreno sempre fertile dell’avanguardia  difficilmente etichettabile. La perizia dei tre non si discute, Botti tira fuori dal dobro e dalla viola, strumenti poco comuni in questo contesto, sonorità originali ed efficaci, mentre Terragnoli fa dimenticare la collocazione tradizionale del banjo e infila la sua Fender nello spazio tra Marc Ribot e Bill Frisell; di Zeno De Rossi si conosce la poliedricità e le numerose collaborazioni con i grandi del jazz italiano, con gruppi klezmer e country; nel suo stile è inoltre evidente l’ammirazione verso il grande Shelly Manne, al quale ha dedicato un recente progetto discografico: ‘The Manne I Love‘. Anche il  Trio ha recentemente pubblicato un cd: si chiama ‘Sankofa’ , e propone il repertorio della serata di Sestri; la casa discografica, per entrambi i progetti,  si chiama El Gallo Rojo e si trova qui: http://www.elgallorojorecords.com (Fausto Meirana)

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PAOLO FRESU & DANIELE DI BONAVENTURA a ‘Jazz sotto le stelle’

L’ultima serata della rassegna ‘Jazz sotto le stelle’ di Ospedaletti, quest’anno con il sottotitolo ‘Il soffio dell’anima’, ha portato nella piccola cittadina ligure  il progetto ‘Omaggio a Hugo Pratt’; Paolo Fresu, tromba e flicorno e Daniele Di Bonaventura, bandoneon hanno sonorizzato una serie di belle immagini del fotografo Pino Ninfa ( presente all’evento in qualità di ‘proiezionista’). Il titolo del progetto, per la verità, non rispecchia del tutto correttamente la performance, visto che le foto dedicate al grande maestro veneziano, papà di Corto Maltese, si sono rivelate solo nella parte conclusiva dell’evento. Molto più d’effetto le altre immagini, una ‘classica’ Cuba,  luoghi e persone  del blues e del tango, oggetti  e strumenti di Petrucciani e altre coloratissime foto naturali e di viaggio. L’interplay dei due musicisti ha creato da subito una magia che ha rapito le circa cinquecento persone radunate nell’apprezzabile e silenzioso auditorium all’aperto, ricco di palme ed essenze tropicali. Per fortuna, nessuna concessione rischiosa all’effetto ‘colonna sonora’ nel repertorio della serata, piuttosto, a partire dalle immagini, la proposta di brani riconoscibili (una milonga, un blues) o aeree improvvisazioni su canzoni o standard. Ad arricchire i suoni, qualche percussione sui rispettivi strumenti (l’anello di Fresu sul corpo della tromba o le unghie di Di Bonaventura sul legno del bandoneon) e, in misura minore, gli ‘eco-effetti elettronici’ del trombettista sardo. La durata un po’ breve, condizionata dal tempo dei fotogrammi, ha comunque permesso di richiamare sul palco i tre protagonisti per alcuni bis e la meritata standing ovation per i musicisti e gli organizzatori. (Fausto Meirana)

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AMBROGIO SPARAGNA e FRANCESCO DE GREGORI al Premio Nazionale Città di Loano, 27 luglio 2012
Anche quest’anno il Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana chiude col botto, non sono però  i fuochi artificiali a rompere la quiete vacanziera, ma il concerto di Ambrogio Sparagna con Francesco De Gregori per il progetto ‘Vola Vola Vola’ ; sul ruolo di quest’ultimo il programma recitava  ‘con la partecipazione straordinaria di’, e così è stato, il cantautore romano sembrava infatti divertirsi parecchio mentre calava alcune sue composizioni nell’infuocato e potente calderone folk dell’Orchestra Popolare Italiana diretta da Sparagna. Precedentemente,  con Giovanna Marini (Il Fischio del Vapore, 2002) De Gregori aveva interpretato la canzone popolare italiana cantando una sola delle sue composizioni, qui, con l’aiuto dell’organettista laziale,  inserisce invece  alcune sue canzoni mettendone in mostra il lato più legato alla tradizione; ‘Ipercarmela’, ‘San Lorenzo’ ‘La Ragazza e la Miniera’ e ‘Santa Lucia’, per esempio, hanno beneficiato di nuove ma antiche sonorità che ne hanno esaltato la bellezza. Un uomo solo al comando, invece, nei momenti in cui il cantautore si allontanava dal palco: già impegnato all’organetto, Sparagna ha tenuto quasi completamente per sé anche il compito di voce solista, lasciando a Raffaello Simeoni , che vorremmo sentire più spesso, un piccolo spazio a metà concerto. Tra i bravi musicisti della nutrita orchestra bisogna segnalare  la presenza  di Erasmo Treglia, anima e corpo del gruppo di musica ‘zingara’ Acquaragia Drom. Anche nella versione  cd, ‘Vola Vola Vola’ è un concerto dal vivo, registrato  all’Auditorium della Musica di Roma l’autunno scorso con vari ospiti e la partecipazione di un robusto coro. (Fausto Meirana)
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BONNIE ‘PRINCE’ BILLY -  Mojotic Festival di Sestri Levante, 19 luglio 2012
Il trasformismo è senza dubbio una caratteristica peculiare di Will Oldham, meglio conosciuto come Bonnie ‘Prince’ Billy ma rintracciabile su disco  anche come Palace Music, Palace Brothers o più sinteticamente Palace; anche a Sestri Levante, al Mojotic Festival (sia benedetto!), doppia incarnazione per il baffuto e bizzarro cantautore americano: nella prima parte  in una  versione  obliquamente country   con tanto di divisa a stelle (ma senza strisce), ritmi veloci e controcanti femminili; nel secondo tempo invece, indossati gli abiti di tutti i giorni, in una  versione cantautorale che, azzardando un po’, si può definire persino  più  consueta e rassicurante. La strampalata gestualità di Oldham è stata di contrappunto alla solidità un po’ rigida della band guidata da Emmett Kelly e caratterizzata dalla maschera impenetrabile della cantante, impegnata perlopiù a riavviarsi la chioma e a lanciare occhiate maldisposte verso l’arena. Il pubblico ha apprezzato il lungo concerto, la cui seconda parte si è aperta con il brano più conosciuto di Oldham, ‘I See a Darkness’ (rivisitato anche dal grande Johnny Cash) e ha richiesto, a suon di applausi, un lungo bis che ha sigillato degnamente l’esibizione. Nell’intermezzo tra i due set, breve ma efficace apparizione per il power trio di Mezzala Bitossi, chitarra basso, batteria e una manciata di brani di sicuro valore e originalità da riascoltare meglio in versione ‘full’. (Fausto Meirana)
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Festival COLLISIONI  2012 Barolo (CN): Don DeLillo, Patti Smith, Vinicio Capossela

A Barolo (CN) dove il re dei vini riposa nei castelli e nelle cantine,  quest’anno si è tenuto il festival di musica e letteratura ‘Collisioni’, un appuntamento clamorosamente ricco di ospiti: solo la giornata del sabato,  di cui parliamo, ha visto la partecipazione di nomi come Nicolò Ammaniti, Don DeLillo, Zucchero, Vinicio Capossela e Patti Smith. Il venerdì chiudevano la serata i Subsonica, la domenica i Lou Dalfin e lunedì, prolungando il lungo  weekend, apparizione quasi miracolosa del grande Bob Dylan in concerto nelle Langhe. Grande folla, nel pomeriggio, sotto il tendone letterario per  lo scrittore americano Don DeLillo  che ha svelato alcuni degli aspetti meno chiari della sua opera, grazie alle domande non banali di Antonio Scurati, confermandosi splendido narratore di un’ America che ci attrae  e ci inquieta allo stesso tempo. Un po’ meno felice il confronto tra Patti Smith e il suo intervistatore; domande più banali, meno approfondite e risposte conseguenti,  nonostante il nuovo disco ‘Banga’  e il recente libro autobiografico ‘Just Kids’ meritassero di essere maggiormente trattati . In ogni caso la Smith ha avuto tempo per riparare con un concerto molto denso che ha proposto brani anche meno ovvi come una cupa ed elettrica versione di ‘Beneath the Southern Cross’ e la poco considerata ‘My Blakean Year’. Tra brani più attesi ‘Dancing Barefoot’ in apertura con ‘Redondo Beach’ a seguire, poi ovviamente ‘Because the Night’, ‘Pissing in a River’, ‘Gloria’ e, per chiudere, ‘People Have the Power’. Nel mezzo del set , per dare riposo alla ragazza, Lenny Kaye ha guidato la band (Tony Shanahan, JD Daugherty, Jack Petruzzelli) in uno scatenato medley piuttosto apprezzato tra il pubblico stipato all’inverosimile nella ‘piazza rossa’. Lo stesso pubblico, due ore prima, aveva goduto di un’altra infuocata esibizione: Vinicio Capossela e la sua straordinaria banda in un omaggio ai cent’anni di Woody Guthrie con il progetto ‘Ballate’; nessuna cover dal repertorio del  folksinger americano (una di Dylan si però) ma piuttosto un repertorio che trova la stessa ispirazione e motivazione, quindi canti di lavoro, di mare, di popolo e di sudore. Grandi applausi e cori per il  Capitano Vinicio colto in una dimensione meno istrionica ma più adatta, forse, a precedere un ‘mito’ come Patti Smith. (Fausto Meirana)

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BLONDE REDHEAD  a Sestri Levante
2 Agosto 2012 Teatro Arena Conchiglia di Sestri Levante

Data last minute dell’ultimissimo secondo, Blonde Redhead a Sestri Levante, Teatro Arena Conchiglia. Una serata imperdibile con una delle band più innovative e importanti della scena indipendente internazionale.

Prevendita da Disco Club - Via S. Vincenzo 20r - Genova

I Blonde Redhead sono un gruppo indie rock americano, inizialmente formato da Maki Takahashi, Kazu Makino e dai gemelli italiani Simone e Amedeo Pace, nati a Milano. La band prende il nome da una canzone dei DNA, band no wave di New York, attiva tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80. I Blonde Redhead catturano l’attenzione di Steve Shelley, batterista della band noise rock Sonic Youth, che, nel 1993, produce il loro primo, omonimo album. Subito dopo la pubblicazione dell’album, Maki Takahashi lascia il gruppo e viene sostituito da Toko Yasuda. Toko Yasuda (The Van Pelt, The Lapse, Enon) lascia la band e gli altri componenti continuano la carriera come trio. Il bassista degli Unwound, Vern Rumsey, si unisce alla band per la registrazione del terzo disco, Fake Can Be Just As Good. Il loro quarto album, In an Expression of the Inexpressible, viene prodotto da Guy Picciotto, cantante e chitarrista dei Fugazi, che contribuisce all’album cantando nel pezzo “Futurism vs. Passeism Part 2″. Lo stesso Guy Picciotto ha poi prodotto anche il quinto e sesto disco della band, Melody of Certain Damaged Lemons e Misery is a Butterfly. I Blonde Redhead hanno progressivamente accresciuto la loro popolarità all’interno della scena musicale underground. Sebbene la musica degli esordi venisse spesso ritenuta troppo simile a quella dei Sonic Youth, i Blonde Redhead sono riusciti, nel tempo, a creare un loro stile personale ed efficace. Kazu Makino è nota per la sua voce acuta e intensa, con la quale canta su eleganti riff di chitarra e complesse costruzioni ritmiche. Il lungo periodo di tempo intercorso tra la pubblicazione di Melody of Certain Damaged Lemons e Misery is a Butterfly è dovuto al prolungato ricovero di Kazu Makino dopo una caduta da cavallo della cantante della band. All’interno di Misery is a Butterfly sia i testi (con un brano intitolato Equus), sia la parte grafica (con molteplici riferimenti a figure equestri), ricordano l’incidente. Tra i ringraziamenti la cantante ringrazia il suo dottore e gli amici che l’hanno aiutata durante la convalescenza.

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