Concerti

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I CALEXICO A MONFORTJAZZ, Monforte d’Alba 22 luglio 2014

Un'invidiabile location, una fresca serata estiva e una band che non ha paura a mischiarsi con il pubblico; con questi ingredienti il concerto dei Calexico al Monfortjazz Festival ha soddisfatto i numerosi appassionati stipati nello strepitoso Auditorium Horszowski di Monforte d'Alba. Nonostante il panorama sui rinomati vigneti e colline delle Langhe, ben presto gli occhi (e le orecchie...) della platea si sono concentrati sul palco dove il gruppo di Joey Burns e John Convertino ha proposto una bella sequenza di brani incentrati soprattutto sugli ultimi due album, grondanti di energica vitalità. Come ciliegine sulla torta, due belle cover, la 'Señor' di Dylan ( con Burns costretto ad inforcare gli occhiali per leggerne il testo ), una inaspettata e rude 'Love will tear us apart', dei piuttosto 'distanti' Joy Division; poco più di una citazione, invece per la 'Desaparecido' di Manu Chao. Da ricordare, in apertura, il breve set dei Guano Padano, trio nostrano composto dal poliedrico batterista Zeno De Rossi, con Asso Stefana alle chitarre e Danilo Gallo al basso, band che gioca con gli evocativi temi d'ispirazione morriconiana e, più in generale, con paesaggi sonori affini agli stessi Calexico degli esordi. (Fausto Meirana)

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MOJOTIC FESTIVAL 14

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PAOLO BONFANTI a Sestri Levante

A un anno dalla strepitosa esibizione che lo ha visto protagonista di una delle serate estive di “Stop al traffico” in via Nazionale, torna nella “città dei due mari” Paolo Bonfanti, a tutti gli effetti uno dei maggiori bluesman italiani, da oltre vent’anni sulla scena. Chitarrista, didatta, compositore, Bonfanti questo sabato 30 novembre alle 21,30 presenterà all’ex cinema teatro Lux (in piazza Matteotti, di fianco alla chiesa di Santa Maria di Nazareth) il suo ultimo disco, “Exile on backstreets”, mentre nel pomeriggio terrà una Guitar master class al Fat Jack Music Store, dalle 16 alle 18, che gli offrirà l’occasione per presentare il suo nuovo libro di tecnica chitarristica, il secondo, “La chitarra elettrica secondo Bonfanti”. Un gran bel disco quello del genovese, in cui le canoniche strutture del blues vengono rivisitate dal talento e dalla personalità dell’artista: l’ennesima riprova che la scena italiana, lontana dai palcoscenici plastificati dei talent (termine che appare quasi paradossale, vista la qualità delle proposte) show, sa produrre personaggi ed opere di spessore che meriterebbero certo una maggior visibilità, anche al di fuori della cerchia degli appassionati. Per ottenere informazioni o riservare un posto per l’esclusiva lezione col maestro al Fat Jack Music Store (la prenotazione è obbligatoria) tel. ai numeri 3474600573 o 0185480417. Ingresso al concerto 9€ – bambini gratis; Master class 20€; Master class + concerto 25€. 

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Teatro Modena, 9 novembre 2013, 5° Bluegrass Party

Vola il tempo, vola alta la buona musica, quale che sia il genere in cui proviamo a rinchiuderla, e, per dirla con Antonio Tabucchi, "di tutto resta un poco". Il tempo volato della Red Wine fa contare, più o meno, trentacinque anni: eravamo ancora allo scorcio degli anni Settanta quando nacque il primo nucleo della più longeva band bluegrass italiana. E vola la musica: che nel caso della band con Coppo, i Ferretti padre e figlio e Bellotti è tutt'altro che una retriva riproposizione ad nauseam dei medesimi schemi ultraveloci o smielati che orecchie e menti disattente vorrebbero attribuire al bluegrass ed alla musica acustica nordamericana in genere. C'è ironia, c'è freschezza, c'è un'attitudine che sarebbe bello definire assieme "rock" e "Jazz": del primo ha l'impatto vigoroso e la voglia di caricare generose sferzate d'energia, del secondo il bisogno di confrontarsi con qualsiasi materiale di partenza, e rielaborarlo. Sabato sera tradizionale appuntamento al Teatro Modena con il loro Bluegrass Party, il quinto della storia dopo tanti anni cronologicamente inchiavardati al ricordo di Marco Curreri, un ricordo che ormai è posto fisso nel cuore. Show curato, elegante, e soprattutto senza cadute di tono e pressapochismi, com'è nello spirito di una band che sa cavarsela in ogni situazione, e con eleganza.

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STEFANO BOLLANI ( E HAMILTON DE HOLANDA) -  Al teatro Modena - Archivolto Viva 22/10/2013

Archivolto Viva è un'iniziativa nata per sensibilizzare il pubblico circa la difficile situazione del Teatro dell'Archivolto tramite tre spettacoli importanti fuori abbonamento: Claudio Bisio con Paolo Jannacci, Neri Marcorè con lo Gnu Quartet e Stefano Bollani. Qui parleremo di quest'ultimo appuntamento, l'unico dei tre spettacoli ad essere strettamente musicale. La dicitura di 'piano solo' è stata rapidamente ribaltata, salvo un' introduzione in solitaria e un'oscura canzone del repertorio di Fo e Jannacci, visto che , a sorpresa, Bollani ha invitato sul palco Hamilton De Holanda, musicista brasiliano virtuoso del mandolino a dieci corde (il bandolim), con il quale il pianista ha prodotto un recente album, 'O Que Serà', per la ECM. A questo punto il concerto ha preso una direzione ben precisa, concentrandosi sugli episodi del disco in duo, rivelando la bravura di De Holanda e confermando la versatilità dello stesso Bollani. Non è mancato l'usuale intermezzo nel quale il musicista accetta le bizzarre richieste del pubblico ( I puffi, Per Elisa, la godibilissima imitazione di Battiato, ecc.) che vengono destrutturate ed eseguite in un roboante e ironico medley di pochi minuti. Grandi applausi, un bellissimo bis, la 'Oblivion' di Astor Piazzolla, ancora con De Holanda, poi tutti a casa con la musica ancora in testa e una buona azione in saccoccia. (Fausto Meirana)

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Paolo Fresu e Dado Moroni al Ducale

Una folla sbalorditiva, assiepata sullo scalone di Palazzo Ducale per le due ore precedenti al concerto di Paolo Fresu e Dado Moroni, testimonia ancora una volta che per il buon jazz esiste a Genova un pubblico fedele e competente. D'accordo, il gratis riempie sempre le sale, ma in questo caso l'attesa era parecchio alta; Paolo Fresu mancava da Genova da un bel po' e nel frattempo la sua popolarità, tra collaborazioni più o meno illustri, è salita esponenzialmente. Al concerto, seguito religiosamente dal pubblico, ha partecipato anche il fotografo Pino Ninfa, curando la proiezione di alcune foto provenienti dalla sua mostra Jazzgigs; belle foto, da vedere assolutamente, fino al 13 ottobre presso la Loggia degli Abbati, sempre al Ducale. La musica ha zittito immediatamente il Salone del Maggior Consiglio, trasformando 'E Se Domani' in un perfetto 'standard' di casa nostra sul quale i due musicisti hanno potuto sapientemente improvvisare. Nello show Fresu si è dedicato a flicorno e tromba (niente elettronica, questa volta) , mentre Moroni, fornendo un accompagnamento energico, talvolta persino rude, ha forse sorpreso per potenza e ritmo. Tra brani originale e versioni (O Que Sera, Everything Happens To Me, Senza Fine) e sullo sfondo le fotografie di Ninfa, il duo ha dato fondo alle proprie energie, concedendo un apprezzato bis (la canzone di Paoli), lasciando il palco tra lunghi e meritati applausi. (Fausto Meirana)

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